Congiunzioni Coordinanti e Subordinanti in Italiano (2026)

La congiunzione è il collante della frase italiana. È quella parte del discorso che collega parole, frasi e proposizioni, rendendo possibile la costruzione di discorsi articolati e logicamente coerenti.

La congiunzione è la parte del discorso che collega parole, gruppi di parole o proposizioni indicando il tipo di relazione logica tra gli elementi collegati. È una parte invariabile: non cambia mai forma.

In italiano le congiunzioni si dividono in due grandi categorie: coordinanti (collegano elementi dello stesso livello grammaticale) e subordinanti (introducono una proposizione dipendente da un’altra). In questa guida trovi la spiegazione completa di tutti i tipi con le liste complete, gli esempi e la formula per l’analisi grammaticale.

Cosa Sono le Congiunzioni e Come si Riconoscono

Le congiunzioni hanno un ruolo prettamente relazionale: non aggiungono significato autonomo ma stabiliscono il tipo di legame logico tra due elementi.

Si riconosce una congiunzione chiedendosi: “Questa parola collega due elementi della frase?” Se la risposta è sì, è molto probabilmente una congiunzione. Se collega due elementi dello stesso tipo (due nomi, due frasi principali) è coordinante. Se introduce una frase che dipende da un’altra è subordinante.

Attenzione alla parola che: la parola che può essere congiunzione subordinante (“Credo che studi”), pronome relativo (“Il libro che leggo”) o aggettivo interrogativo/esclamativo (“Che giornata!”). Il contesto è sempre decisivo. Per approfondire questa distinzione, consulta la guida all’analisi grammaticale.

Per il quadro completo delle parti invariabili del discorso, consulta la guida alle 9 parti del discorso.

Congiunzioni Coordinanti

Le congiunzioni coordinanti collegano elementi dello stesso livello grammaticale: due nomi, due aggettivi, due verbi, due proposizioni principali o due proposizioni subordinate dello stesso tipo. Non stabiliscono un rapporto di dipendenza tra gli elementi collegati.

Congiunzioni Copulative

Esprimono un’aggiunta, un’unione o un’enumerazione. Collegano due elementi che si sommano.

Affermative: e, ed (forma eufonico-alternativa di e davanti a parola che inizia per e-: “Marco ed Elena”), anche, pure, inoltre, nonché, oltreché, perfino, persino, addirittura.

Negative: né, neppure, neanche, nemmeno. Con la doppia forma: né…né (“Non studia né di giorno né di notte”).

«Marco e Giulia studiano insieme, neppure il rumore li disturba.» e = congiunzione coordinante copulativa affermativa, semplice neppure = congiunzione coordinante copulativa negativa, semplice

Congiunzioni Avversative

Esprimono un contrasto, un’opposizione o una correzione tra due elementi.

ma, però, tuttavia, eppure, ciononostante, nonostante ciò, bensì, anzi, nondimeno, al contrario, d’altra parte, invece.

Differenza tra ma e però: ma si usa sempre all’inizio della proposizione che introduce (“Studia, ma è stanco”). Però può stare all’inizio ma si può anche spostare nella proposizione (“Studia, è però stanco” oppure “Studia, è stanco però”).

«Studia molto, eppure non riesce a superare gli esami.» eppure = congiunzione coordinante avversativa, semplice

Congiunzioni Disgiuntive

Esprimono un’alternativa o una scelta tra due possibilità.

o, oppure, ovvero, altrimenti, o…o, sia…sia (con valore disgiuntivo).

“Vieni a cena o preferisci restare a casa?” o = congiunzione coordinante disgiuntiva, semplice

Congiunzioni Conclusive

Introducono la conclusione o la conseguenza logica di quanto detto prima.

quindi, perciò, dunque, pertanto, allora, così, di conseguenza, per questo, per cui.

«Ha studiato con impegno, quindi ha superato l’esame.» quindi = congiunzione coordinante conclusiva, semplice

Congiunzioni Esplicative

Introducono una spiegazione, una precisazione o un esempio di quanto detto.

cioè, ossia, ovvero, vale a dire, ovverosia, in altre parole, infatti, difatti.

«È un poliglotta, cioè parla molte lingue.» cioè = congiunzione coordinante esplicativa, semplice

Congiunzioni Correlative

Compaiono in coppia e collegano due elementi in modo simmetrico.

sia…sia / che (“Sia Marco sia Giulia sono bravi”), o…o (“O studi o esci”), né…né (“Né Marco né Giulia hanno capito”), non solo…ma anche (“Non solo studia, ma anche lavora”), tanto…quanto (“Tanto il professore quanto gli studenti erano stanchi”).

Congiunzioni Subordinanti

Le congiunzioni subordinanti introducono una proposizione subordinata, cioè una proposizione che dipende grammaticalmente dalla proposizione principale. La subordinata non può stare da sola.

Congiunzioni Dichiarative (o Completive)

Introducono una proposizione che completa o specifica il significato del verbo principale. Si usano con verbi di dire, pensare, volere, sperare, temere.

La congiunzione principale è che: “Credo che tu abbia ragione.” / “Dice che verrà domani.” / “Spero che tutto vada bene.”

Anche se può avere valore dichiarativo con verbi di domanda o dubbio: “Non so se verrà.” / “Gli ho chiesto se avesse tempo.”

Congiunzioni Causali

Introducono la causa o il motivo dell’azione principale.

perché, poiché, siccome, dato che, giacché, visto che, considerato che, in quanto, dal momento che.

Differenza cruciale: perché è congiunzione causale quando la proposizione che introduce spiega il perché di un’azione già espressa (“Non vengo perché sono stanco”). È invece congiunzione finale quando esprime lo scopo (“Studio perché voglia capire”: qui il congiuntivo segnala la finalità).

«Siccome pioveva, siamo rimasti a casa.» siccome = congiunzione subordinante causale, semplice

Congiunzioni Temporali

Indicano la relazione temporale tra la proposizione principale e la subordinata.

quando, mentre, dopo che, prima che, appena, non appena, ogni volta che, fino a quando, finché, da quando, nel momento in cui.

«Appena arrivò, cominciò a piovere.» appena = congiunzione subordinante temporale, semplice

Congiunzioni Finali

Introducono lo scopo o la finalità dell’azione principale. Richiedono il congiuntivo nella subordinata.

affinché, perché (con congiuntivo: “Studio perché tu possa capire”), allo scopo che, in modo che, al fine di (con infinito), affinché.

«Parla più lentamente affinché tutti possano capire.» affinché = congiunzione subordinante finale, semplice

Congiunzioni Condizionali

Introducono la condizione da cui dipende il verificarsi dell’azione principale. Formano le frasi ipotetiche.

se, qualora, nel caso in cui, a condizione che, purché, a patto che, posto che.

«Se studiassi di più, otterresti risultati migliori.» se = congiunzione subordinante condizionale, semplice

Congiunzioni Concessive

Introducono un ostacolo o una difficoltà nonostante cui avviene l’azione principale. Richiedono il congiuntivo.

benché, sebbene, quantunque, malgrado, nonostante che, anche se, per quanto, pur (con gerundio).

«Benché fosse stanco, ha continuato a studiare.» benché = congiunzione subordinante concessiva, semplice

Congiunzioni Consecutive

Introducono la conseguenza dell’azione principale.

così…che, tanto…che, talmente…che, al punto che, sicché, tanto da (con infinito).

«Ha studiato tanto che si è addormentato sul libro.» tanto…che = congiunzione subordinante consecutiva correlativa

Congiunzioni Comparative

Introducono un secondo termine di paragone rispetto a un elemento della principale.

come, quanto, così come, nel modo in cui, tale…quale, più…di quanto (con congiuntivo), meno…di quanto.

«Ha risposto meglio di quanto mi aspettassi.» di quanto = congiunzione subordinante comparativa

Congiunzioni Avversative Subordinanti

Introducono un contrasto o un’opposizione tra due azioni o stati.

mentre (con valore avversativo: “Marco studia, mentre Luca gioca”), laddove (formale).

Congiunzioni Semplici, Composte e Locuzioni Congiuntive

Nell’analisi grammaticale bisogna indicare anche la struttura della congiunzione.

Una congiunzione è semplice quando è formata da una sola parola: e, ma, o, che, se, quando, perché.

Una congiunzione è composta quando si è formata dalla fusione di più elementi: sebbene (se + bene), benché (bene + che), oppure (o + pure), affinché (a + fine + che), nonché (non + che), poiché (poi + che), giacché (già + che), sicché (sì + che).

Una locuzione congiuntiva è un gruppo di parole che svolge la funzione di congiunzione: a meno che, dal momento che, a patto che, per quanto, in modo che, a condizione che, ogni volta che, nel caso in cui, prima di tutto, allo scopo che.

Schema per l’Analisi Grammaticale della Congiunzione

Per fare l’analisi grammaticale completa di una congiunzione indica:

1. Tipo: coordinante / subordinante.

2. Sottotipo: Se coordinante: copulativa / avversativa / disgiuntiva / conclusiva / esplicativa / correlativa. Se subordinante: dichiarativa / causale / temporale / finale / condizionale / concessiva / consecutiva / comparativa / avversativa.

3. Struttura: semplice / composta / locuzione congiuntiva.

Esempi Completi di Analisi Grammaticale della Congiunzione

Frase: «Studia molto ma non supera gli esami, poiché non capisce la teoria.»

CongiunzioneAnalisi Grammaticale Completa
maCongiunzione coordinante avversativa, semplice
poichéCongiunzione subordinante causale, composta (poi + ché)

Frase: «Benché fosse stanca, ha studiato affinché tutti potessero capire.»

CongiunzioneAnalisi Grammaticale Completa
benchéCongiunzione subordinante concessiva, composta (bene + ché)
affinchéCongiunzione subordinante finale, composta (a + fine + ché)

Domande Frequenti sulle Congiunzioni

Il pronome relativo che può essere sostituito da il quale / la quale / i quali / le quali e ha un antecedente nominale: “Il libro che leggo” = “Il libro il quale leggo”. La congiunzione che introduce una proposizione subordinata e non può essere sostituita dal relativo: “Penso che studi” non diventa “Penso il quale studi”.

Mentre con valore temporale introduce una proposizione subordinata che indica simultaneità: “Mentre studiavo, squillò il telefono” (azione contemporanea). Mentre con valore avversativo introduce un contrasto ed è considerato coordinante da alcune grammatiche: “Marco studia, mentre Luca gioca” (opposizione). Il valore si riconosce dal contesto: simultaneità = temporale subordinante, opposizione = avversativa.

Perché è causale quando la proposizione che introduce spiega la causa di un’azione già avvenuta, con il verbo all’indicativo: “Non sono venuto perché ero stanco” (causa). Perché è finale quando esprime lo scopo di un’azione, con il verbo al congiuntivo: “Parlo lentamente perché tu possa capire” (scopo). La scelta del modo verbale (indicativo o congiuntivo) è il segnale discriminante.

No. Se è condizionale quando introduce un’ipotesi: “Se studiassi, supereresti l’esame.” Può essere dichiarativa (con verbi di domanda o dubbio): “Non so se verrà.” / “Gli ho chiesto se avesse tempo.” In questi casi se non introduce una condizione ma una domanda indiretta.

Non solo…ma anche è una congiunzione coordinante correlativa copulativa con valore intensificativo. Si analizza come: congiunzione coordinante correlativa copulativa, locuzione congiuntiva (o composta, secondo l’interpretazione). “Non solo studia, ma anche lavora” = entrambi gli elementi (studio e lavoro) si uniscono e si intensificano.

Conclusione

Le congiunzioni italiane formano un sistema complesso ma coerente. La distinzione principale da padroneggiare è quella tra coordinanti (stesso livello grammaticale, nessuna dipendenza) e subordinanti (la proposizione che introducono dipende dalla principale).

Per l’analisi grammaticale, oltre al tipo e al sottotipo, ricorda di indicare sempre la struttura: semplice (ma, e, quando), composta (sebbene, benché) o locuzione congiuntiva (a condizione che, dal momento che).

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Ultima revisione: Maggio 2026. Fonte di riferimento: Enciclopedia Treccani dell’Italiano, voce “Congiunzione”.

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