GLI AVVERBI ITALIANI

Avverbi Italiani: Tipi, Gradi, Formazione in -mente e Analisi Grammaticale

L’avverbio è la parte del discorso più sottovalutata della grammatica italiana. Spesso viene analizzato in fretta: avverbio di modo, invariabile, basta. Ma l’avverbio fa molto di più: modifica verbi, aggettivi, altri avverbi e persino intere proposizioni. Alcune delle parole più ambigue dell’italiano, come non, già, ancora, come, quando, sono avverbi che cambiano categoria a seconda del contesto.

Risposta rapida: l’avverbio è una parte del discorso invariabile che modifica il significato di un verbo, di un aggettivo o di un altro avverbio, indicando modo, luogo, tempo, quantità, affermazione, negazione o dubbio. Non concorda mai con nessuna parola della frase.

Definizione di Avverbio

Il termine avverbio viene dal latino adverbium, aggiunto al verbo. La definizione tradizionale di parte del discorso che modifica il verbo è però troppo limitata: l’avverbio modifica anche aggettivi (molto bello, abbastanza caldo) e altri avverbi (troppo tardi, piuttosto bene), e in certi usi modifica intere proposizioni (certamente, probabilmente, purtroppo).

GLI AVVERBI ITALIANI

La caratteristica morfologica fondamentale è l’invariabilità: l’avverbio non ha genere, non ha numero, non ha modo o tempo. Non cambia mai forma. Maria corre velocemente. Marco corre velocemente. I bambini corrono velocemente: velocemente è identico nelle tre frasi.

Per il quadro completo di come l’avverbio si inserisce nel sistema delle parti del discorso italiane consulta la guida dedicata.

Tipi di Avverbi Italiani: Tabella Completa

TipoDomandaEsempi principali
ModoCome?bene, male, velocemente, lentamente, insieme, volentieri
LuogoDove?qui, lì, su, giù, dentro, fuori, davanti, dietro, ovunque
TempoQuando?ora, ieri, oggi, domani, già, ancora, sempre, mai, spesso
QuantitàQuanto?molto, poco, troppo, abbastanza, quasi, circa, appena
AffermazioneConfermasì, certo, certamente, sicuro, davvero, proprio, esattamente
NegazioneNeganon, no, mai, mica, nemmeno, neanche, affatto
DubbioProbabilitàforse, probabilmente, magari, chissà, eventualmente

Avverbi di Modo

Gli avverbi di modo rispondono alla domanda come? e indicano il modo in cui si svolge l’azione. Sono la categoria più numerosa. Includono la maggior parte degli avverbi in -mente e alcune parole di forma irregolare.

AvverbioEsempioNote
beneHa lavorato bene.Comparativo irregolare: meglio. Superlativo: benissimo.
maleHa risposto male.Comparativo irregolare: peggio. Superlativo: malissimo.
cosìHa fatto così.Può avere valore consecutivo o dimostrativo.
insiemeSono usciti insieme.Invariabile. Non confondere con l’aggettivo uniti.
volentieriViene volentieri.Derivato da volere.
lentamenteCammina lentamente.Formato da lenta (f. sing.) più -mente.
facilmenteSi stanca facilmente.Facile perde la -e: facil- più -mente.

Avverbi di Luogo

Gli avverbi di luogo rispondono alla domanda dove? e indicano il luogo dove avviene l’azione o dove si trova qualcosa.

Principali avverbi di luogo: qui, qua (vicino a chi parla), lì, là (lontano da chi parla), su, giù, dentro, fuori, davanti, dietro, sopra, sotto, ovunque, dovunque, altrove, dappertutto.

Attenzione: molti avverbi di luogo diventano preposizioni quando sono seguiti da un nome. Sopra il tavolo: sopra è preposizione. Il libro è sopra: sopra è avverbio. Lo stesso vale per sotto, davanti, dietro, dentro, fuori.

Avverbi di Tempo

Gli avverbi di tempo rispondono alla domanda quando? e indicano quando avviene l’azione.

Principali avverbi di tempo: ora, adesso, subito, immediatamente, ieri, ieri l’altro, oggi, domani, dopodomani, presto, tardi, prima, dopo, ancora, già, sempre, mai, spesso, raramente, talvolta, a volte.

Avverbi di Quantità

Gli avverbi di quantità rispondono alla domanda quanto? e modificano verbi, aggettivi o altri avverbi indicando la misura o il grado.

Principali: molto, poco, abbastanza, troppo, tanto, quanto, appena, quasi, circa, più, meno, assai, parecchio, alquanto.

Attenzione: molto, poco, troppo, tanto possono essere aggettivi (concordano con il nome: molti libri, poca acqua) o avverbi (invariabili: studia molto, è abbastanza alto). L’aggettivo concorda in genere e numero, l’avverbio non concorda mai.

Avverbi di Affermazione, Negazione e Dubbio

Avverbi di Affermazione

Confermano o rafforzano quanto detto: sì (risposta autonoma), certo, certamente, sicuramente, sicuro, davvero, proprio, appunto, esattamente, senz’altro, ovviamente.

Avverbi di Negazione

Negano l’azione o la qualità espressa. Non è il più importante: precede sempre il verbo ed è invariabile. Gli altri: no (risposta autonoma), mai, mica, nemmeno, neanche, neppure, affatto.

Avverbi di Dubbio

Esprimono incertezza o probabilità: forse, probabilmente, eventualmente, magari, chissà. Un avverbio di dubbio può modificare un’intera proposizione: probabilmente arriverà tardi.

Formazione degli Avverbi in -mente

La categoria più produttiva degli avverbi di modo è quella formata con il suffisso -mente. La regola si applica partendo dall’aggettivo qualificativo.

Regola base: si prende la forma femminile singolare dell’aggettivo e si aggiunge -mente. Lento diventa lenta, poi lentamente. Veloce rimane veloce, poi velocemente.

Eccezione fondamentale: gli aggettivi che terminano in -le e -re perdono la -e finale prima di aggiungere -mente. Facile diventa facil- poi facilmente. Regolare diventa regolar- poi regolarmente. Gentile diventa gentil- poi gentilmente.

Aggettivo (m. sing.)Forma femminileAvverbioEccezione?
lentolentalentamenteNo
velocevelocevelocementeNo
gentilegentile, poi gentil-gentilmenteSì, perde -e
facilefacile, poi facil-facilmenteSì, perde -e
regolareregolare, poi regolar-regolarmenteSì, perde -e
probabileprobabile, poi probabil-probabilmenteSì, perde -e
violentoviolentaviolentementeNo
rapidorapidarapidamenteNo

I Gradi dell’Avverbio

Come gli aggettivi qualificativi, anche molti avverbi hanno gradi di intensità.

Grado positivo: la forma base. Bene, lentamente. Grado comparativo: confronta due elementi. Meglio, più lentamente, meno velocemente, tanto bene quanto. Grado superlativo assoluto: indica il grado massimo. Benissimo, lentissimamente, molto bene.

Avverbi con Comparativo e Superlativo Irregolari

PositivoComparativoSuperlativo assoluto
benemegliobenissimo, ottimamente
malepeggiomalissimo, pessimamente
moltopiùmoltissimo
pocomenopochissimo, minimamente

Avverbi Difficili: Parole che Cambiano Categoria

Alcune parole sono avverbi in certi contesti e altre parti del discorso in altri. Questo è il punto più delicato dell’analisi grammaticale degli avverbi.

Molto, poco, tanto, troppo: avverbi quando modificano un verbo o un aggettivo (studia molto, è molto bravo), aggettivi quando modificano un nome concordando con esso (molti libri, poca acqua).

Come: avverbio di modo (hai risposto come speravo), congiunzione comparativa (è bravo come suo fratello), congiunzione modale (fai come ti dico), avverbio interrogativo (come stai?), avverbio esclamativo (come sei cresciuto!).

Quando: avverbio interrogativo (quando arrivi?), congiunzione temporale subordinante (leggo quando aspetto).

Schema per l’Analisi Grammaticale dell’Avverbio

Per fare l’analisi grammaticale completa di un avverbio indica nell’ordine.

Primo: il tipo. Modo, luogo, tempo, quantità, affermazione, negazione, dubbio, interrogativo o esclamativo. Secondo: la struttura. Avverbio semplice o locuzione avverbiale. Terzo: il grado. Solo per gli avverbi di modo. Positivo, comparativo o superlativo assoluto. Quarto: invariabile. Sempre.

Parla lentamente. lentamente = avverbio di modo, derivato (lenta più -mente), grado positivo, invariabile.

Forse verrà domani. forse = avverbio di dubbio, semplice, invariabile. domani = avverbio di tempo, semplice, invariabile.

È arrivato molto tardi. molto = avverbio di quantità, semplice, invariabile (modifica l’avverbio tardi). tardi = avverbio di tempo, semplice, invariabile.

Per analizzare qualsiasi avverbio in una frase reale usa il nostro analizzatore grammaticale.

Domande Frequenti

Come si distingue l’avverbio dall’aggettivo?

La distinzione è nell’accordo. L’aggettivo concorda con il nome che modifica: voce lenta, passi lenti, bambina gentile. L’avverbio non concorda mai, in nessun caso: cammina lentamente, qualsiasi sia il soggetto. Se la parola è invariabile in tutte le frasi in cui compare, è avverbio. Se cambia forma in base al genere o al numero di qualcosa, è aggettivo.

Quali avverbi ammettono il grado superlativo?

Principalmente gli avverbi di modo, specialmente quelli in -mente: lentamente diventa lentissimamente. Non tutti però: qui, lì, ieri, domani non hanno superlativo perché indicano posizioni o momenti specifici che non si intensificano. Gli avverbi di quantità come molto e poco hanno forme irregolari al superlativo: moltissimo, pochissimo.

Cosa significa avverbio interrogativo?

Gli avverbi interrogativi introducono domande dirette o indirette. Le forme sono: come? (modo), dove? (luogo), quando? (tempo), quanto? (quantità). Come stai? Dove vai? Quando arrivi? Sono invariabili e si analizzano come avverbi interrogativi di modo, luogo, tempo o quantità.

Come si analizza non nell’analisi grammaticale?

Non è un avverbio di negazione, semplice, invariabile. Precede sempre il verbo (non mangio, non è arrivato). Non cambia mai forma. Quando compare in costruzioni come non… mai, non… mica, non… affatto, i due elementi si rafforzano a vicenda ma si analizzano separatamente.

Come si analizza molto quando è avverbio e quando è aggettivo?

Molto è avverbio quando modifica un verbo (studia molto), un aggettivo (è molto bravo) o un altro avverbio (arriva molto tardi): in questi casi è invariabile. Molto è aggettivo quando modifica un nome concordando con esso: molti libri (maschile plurale), molta acqua (femminile singolare). Il test è sempre l’accordo: se concorda con qualcosa è aggettivo, se non concorda è avverbio.

Per approfondire la differenza tra avverbi e pronomi nelle parole ambigue come ci, ne, si consulta la guida dedicata.

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