Analisi grammaticale online gratis analizza qualsiasi frase italiana
Scrivi qualsiasi frase italiana e ottieni l’analisi grammaticale completa parola per parola: parte del discorso, morfologia, genere, numero, modo verbale, tempo e persona. In meno di un secondo. Gratis, senza registrazione, senza limiti.
Analisi grammaticale
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| Parola | Parte del discorso | Proprietà morfologiche |
|---|
Come si usa lo strumento

Perché questo strumento è diverso da tutti gli altri
La maggior parte degli strumenti gratuiti ti dice che mangia è un verbo. Questo strumento ti dice: voce di mangiare, 1ª coniugazione (-are), modo indicativo, tempo presente, 3ª persona singolare, forma attiva, tipo transitivo. È la differenza tra una risposta sufficiente e una risposta che vale piena.
Classifica correttamente i casi ambigui. Parole come che, si, perché, quando e come cambiano categoria grammaticale a seconda del contesto. Questo strumento le analizza in base alla frase intera, esattamente come richiede il programma scolastico italiano, non meccanicamente.
L’analisi avviene tramite JavaScript direttamente nel browser. Non esiste nessun server che riceve la tua frase, nessuna API esterna, nessun log. Privacy reale, non solo dichiarata.
Cos’è l’analisi grammaticale
L’analisi grammaticale, detta anche analisi morfologica, è il procedimento con cui ogni parola di una frase viene ricondotta alla sua categoria grammaticale e descritta attraverso le sue proprietà morfologiche: genere, numero, modo, tempo, persona e struttura.
A differenza dell’analisi logica che studia i rapporti sintattici tra le parole e dell’analisi del periodo che studia i legami tra le proposizioni l’analisi grammaticale considera ogni parola in sé stessa, indipendentemente dalla funzione che svolge nella frase. Un nome rimane un nome in qualsiasi frase, che sia soggetto, complemento oggetto o complemento indiretto: la categoria grammaticale non cambia mai.

La domanda che guida ogni analisi è sempre una sola: «che tipo di parola è questa?»
L’analisi grammaticale entra nel programma scolastico italiano in 3ª elementare, viene approfondita nella scuola secondaria di primo grado e costituisce la base delle competenze valutate nelle prove INVALSI di italiano in terza media e nell’esame di Stato. Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo (MIUR) richiedono che ogni studente sappia classificare correttamente tutte e nove le parti del discorso entro la fine della scuola media, inclusi i casi di polisemia grammaticale come che, si e perché.
Come fare l’analisi grammaticale di una frase: metodo in 5 passi
Metodo conforme alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo (MIUR). Valido dalla 3ª elementare alla 3ª media.

Passo 1 Isola ogni parola come unità autonoma Separa la frase elemento per elemento senza saltarne nessuno. Le preposizioni articolate (del, sulla, negli) si analizzano come un’unica voce specificando entrambi gli elementi: del = di + il. Le forme verbali composte (ha mangiato, aveva detto, sarà partito) si analizzano come un’unica voce verbale.
Passo 2 Identifica subito articoli e congiunzioni coordinanti Sono le categorie più semplici da riconoscere. Articoli determinativi: il, lo, la, i, gli, le, l’. Indeterminativi: un, uno, una. Partitivi: del, dello, della, dei, degli, delle. Congiunzioni coordinanti principali: e, ma, o, però, dunque, cioè, anzi, eppure, né. Identificarli per primi libera il campo e previene errori sulle parole rimanenti.
Passo 3 Analizza il verbo in tutti i suoi parametri Il verbo è la parte del discorso morfologicamente più complessa. Per ogni forma verbale indica: infinito di riferimento, coniugazione (1ª -are / 2ª -ere / 3ª -ire / propria per essere e avere), modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio, gerundio), tempo, persona, numero, forma (attiva, passiva, riflessiva), tipo (transitivo o intransitivo).
Passo 4 Analizza nome, aggettivo e pronome Nome: tipo semantico (comune/proprio; concreto/astratto; individuale/collettivo) + tipo morfologico (primitivo/derivato/alterato/composto) + genere + numero. Aggettivo: categoria e grado se qualificativo, tipo se determinativo + genere + numero. Pronome: tipo + persona se personale + genere + numero. Regola fondamentale: l’aggettivo accompagna un nome presente nella frase; il pronome sostituisce un nome non espresso.
Passo 5 Chiudi con le parole invariabili Avverbi: tipo semantico (modo / luogo / tempo / quantità / negazione / affermazione / dubbio) + grado se applicabile. Gli avverbi in -mente si formano dall’aggettivo femminile singolare: lenta → lentamente, regolare → regolarmente. Preposizioni: propria semplice / propria articolata con entrambi gli elementi / impropria. Congiunzioni subordinanti: tipo e sottotipo. Interiezioni: propria (ah, oh, uffa) o impropria (silenzio!, coraggio!). Massima attenzione a che, si, perché, quando, come: cambiano categoria in base al contesto.
Esempio di analisi grammaticale svolto «Gli studenti hanno lavorato bene»
| Parola | Parte del discorso | Analisi morfologica completa |
|---|---|---|
| Gli | Articolo | Determinativo · maschile · plurale |
| studenti | Nome | Comune · di persona · concreto · individuale · derivato (da studente + desinenza -i) · maschile · plurale |
| hanno lavorato | Verbo | Voce di lavorare · 1ª coniugazione (-are) · indicativo · passato prossimo · 3ª persona · plurale · attiva · intransitivo |
| bene | Avverbio | Di modo · grado positivo · invariabile |
Secondo esempio «Silvia studia attentamente con la sorella»:
| Parola | Parte del discorso | Analisi morfologica completa |
|---|---|---|
| Silvia | Nome | Proprio · di persona · femminile · singolare |
| studia | Verbo | Voce di studiare · 1ª coniugazione (-are) · indicativo · presente · 3ª persona · singolare · attiva · transitivo |
| attentamente | Avverbio | Di modo · grado positivo · invariabile · formato da attenta (f. sing.) + suffisso -mente |
| con | Preposizione | Propria semplice · invariabile |
| la | Articolo | Determinativo · femminile · singolare |
| sorella | Nome | Comune · di persona · concreto · individuale · primitivo · femminile · singolare |
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Le 9 parti del discorso tavola sinottica completa
In italiano esistono nove parti del discorso. Cinque sono variabili (cambiano forma): nome, articolo, aggettivo, pronome e verbo. Quattro sono invariabili (non cambiano mai forma): avverbio, preposizione, congiunzione e interiezione.
Parti variabili:
| Parte del discorso | Proprietà morfologiche da indicare | Esempi |
|---|---|---|
| Nome | Tipo semantico (comune/proprio; concreto/astratto; individuale/collettivo), tipo morfologico (primitivo/derivato/alterato/composto), genere, numero | gatto, Roma, libertà, gregge |
| Articolo | Tipo (determinativo / indeterminativo / partitivo), genere, numero | il, la, un, del, delle |
| Aggettivo | Categoria (qualificativo con grado; determinativo con tipo), genere, numero | rosso, mio, questo, tre |
| Pronome | Tipo, persona se personale, genere, numero | io, quello, che, nessuno |
| Verbo | Infinito, coniugazione, modo, tempo, persona, numero, forma, tipo | mangia, dormiva, partirò |
Parti invariabili:
| Parte del discorso | Proprietà da indicare | Esempi |
|---|---|---|
| Avverbio | Tipo semantico (modo/luogo/tempo/quantità/negazione/affermazione/dubbio), grado se applicabile | bene, qui, ieri, forse |
| Preposizione | Propria semplice / propria articolata (specificare i due elementi) / impropria | di, sul = su+il, durante |
| Congiunzione | Tipo (coordinante / subordinante) e sottotipo semantico | e, ma, perché, sebbene |
| Interiezione | Tipo (propria o impropria) | ah, uffa, silenzio! |
Tabella delle preposizioni articolate:
| + il | + lo | + la | + i | + gli | + le | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| di | del | dello | della | dei | degli | delle |
| a | al | allo | alla | ai | agli | alle |
| da | dal | dallo | dalla | dai | dagli | dalle |
| in | nel | nello | nella | nei | negli | nelle |
| su | sul | sullo | sulla | sui | sugli | sulle |
Le parole ambigue: quando la stessa parola cambia categoria
Alcune parole italiane appartengono a categorie grammaticali diverse a seconda del contesto. Questo fenomeno si chiama conversione categoriale ed è la competenza più difficile dell’analisi grammaticale, nonché quella più frequentemente verificata nelle prove INVALSI di terza media.
| Parola | Categoria | Come riconoscerla |
|---|---|---|
| che | Pronome relativo | Sostituisce un nome già espresso: «il libro che leggo» |
| che | Congiunzione subordinante | Introduce una proposizione dipendente: «so che arriva» |
| che | Aggettivo / pronome interrogativo-esclamativo | Prima di nome in domanda o esclamazione: «che libro?» / «che bello!» |
| non | Avverbio di negazione | Sempre invariabile, non cambia mai categoria |
| perché | Congiunzione causale | + indicativo: «non esco perché piove» |
| perché | Congiunzione finale | + congiuntivo: «studio perché tu impari» |
| perché | Avverbio interrogativo | In domanda diretta o indiretta: «perché piangi?» |
| perché | Sostantivo | Preceduto da articolo: «il perché di questa scelta» |
| si | Pronome riflessivo atono | «si lava» distinto da sì con accento (avverbio di affermazione) |
| quando | Congiunzione temporale | In frase dichiarativa: «leggo quando aspetto» |
| quando | Avverbio interrogativo | In domanda: «quando arrivi?» |
| come | Avverbio interrogativo / esclamativo | «come stai?» / «come sei cambiato!» |
| come | Congiunzione comparativa / modale | «è alto come suo padre» / «fai come ti dico» |
Per approfondire i singoli casi consulta le nostre guide dedicate
Analisi grammaticale di parole difficili: i casi più cercati
Queste parole generano errori ricorrenti nelle verifiche scolastiche. La classificazione segue i criteri della grammatica italiana scolastica adottata nelle scuole MIUR.
autobus Nome comune di cosa · concreto · individuale · composto (da auto + bus, entrambi accorciamenti) · maschile · invariabile: forma identica al singolare e al plurale (l’autobus / gli autobus). L’invariabilità è la proprietà morfologica principale da indicare.
portiere Nome comune di persona · concreto · individuale · derivato (da porta + suffisso agentivo -iere) · maschile · singolare. Plurale: portieri.
coraggio Nome comune di cosa · astratto (denota uno stato d’animo, non un oggetto fisico percepibile) · individuale · primitivo · maschile · singolare. Errore frequente nelle verifiche: classificarlo come concreto.
silenzio Nome comune di cosa · astratto · individuale · primitivo · maschile · singolare. Quando compare come esclamazione («Silenzio!») diventa interiezione impropria: stessa forma, categoria completamente diversa.
eppure Congiunzione coordinante avversativa · invariabile. Introduce contrasto con sfumatura di sorpresa («studiava, eppure non passò»). Non introduce mai proposizioni subordinate.
senza Preposizione impropria · invariabile. Introduce complemento di privazione. Non appartiene alle nove preposizioni proprie semplici (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra).
beato Di norma aggettivo qualificativo · grado positivo · variabile in genere e numero (beato / beata / beati / beate). In espressioni esclamative («beato te!») diventa interiezione impropria: non si accorda più col soggetto grammaticale ma col pronome tonico che lo segue.
Analisi grammaticale per classe scolastica: programma MIUR completo
Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo (MIUR) introducono le parti del discorso progressivamente anno per anno. Le prove INVALSI di terza media verificano la padronanza di tutte le categorie, inclusi i casi di polisemia grammaticale.
| Classe | Contenuti morfologici richiesti | Competenza verificata |
|---|---|---|
| 3ª elementare | Nome comune/proprio · articolo det./indet. · aggettivo qualificativo · verbo (presente, passato prossimo, futuro) | Accordo articolo-nome · distinzione nome comune/proprio |
| 4ª elementare | + nome concreto/astratto/collettivo · articolo partitivo · le 9 preposizioni semplici · congiunzioni coordinanti | Struttura del nome: primitivo, derivato, alterato, composto |
| 5ª elementare | Tutte e 9 le parti del discorso nella classificazione base | Pronomi personali · avverbi principali · preposizioni articolate |
| 1ª media | Approfondimento sistematico completo | Modi e tempi verbali · aggettivi determinativi · pronomi relativi · avverbi in -mente |
| 2ª–3ª media | Consolidamento + polisemia grammaticale | che, perché, si, quando, come · preposizioni improprie · preparazione INVALSI terza media |
Domande frequenti sull’analisi grammaticale
Qual è la differenza tra analisi grammaticale e analisi logica?
L’analisi grammaticale classifica ogni parola nella sua categoria morfologica e risponde a «cos’è questa parola?». L’analisi logica identifica la funzione sintattica di ogni elemento nella frase soggetto, predicato, complemento oggetto, complemento indiretto e risponde a «che funzione ha?». Si eseguono in sequenza: prima la grammaticale, poi la logica.
Qual è la differenza tra analisi grammaticale e analisi morfologica?
Sono due termini sinonimi nel contesto scolastico italiano. Entrambi indicano la classificazione delle parole per categoria e proprietà morfologiche, distinta dall’analisi logica (funzione sintattica nella proposizione) e dall’analisi del periodo (rapporti tra le proposizioni).
Lo strumento è davvero gratuito e senza limiti?
Sì. Gratuito, senza registrazione, senza abbonamento, senza limiti di utilizzo giornaliero. Puoi analizzare tutte le frasi che vuoi ogni giorno senza creare nessun account.
I testi che inserisco vengono salvati o inviati a server esterni?
No. L’analisi avviene interamente nel browser tramite JavaScript lato client. Nessun testo viene mai trasmesso a server esterni. Privacy totale e verificabile.
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Sì. Ottimizzato per smartphone iOS e Android, tablet e computer desktop. Nessuna app da scaricare: apri la pagina e inizia subito.
Come si analizza il participio passato usato come aggettivo?
Se accompagna un nome concordando in genere e numero («una porta chiusa») si analizza come aggettivo qualificativo al grado positivo. Se forma parte di un tempo verbale composto («ha chiuso la porta») è parte del verbo e si analizza con l’ausiliare come un’unica voce verbale.
«Non» che parte del discorso è?
Non è sempre e soltanto un avverbio di negazione, invariabile. Non cambia mai categoria grammaticale, a differenza di che, perché, quando e come che subiscono conversione categoriale in base al contesto. Si antepone al verbo, all’aggettivo o all’avverbio che nega.
Come si analizza «perché»?
La categoria dipende dal contesto. Congiunzione causale con il verbo all’indicativo («non esco perché piove»). Congiunzione finale con il verbo al congiuntivo («studio perché tu impari»). Avverbio interrogativo in domande dirette o indirette («perché piangi?»). Sostantivo invariabile quando preceduto da articolo («il perché di questa decisione»).
