Analisi Grammaticale Online Gratis

Inserisci qualsiasi frase italiana nel campo qui sopra e ottieni in un istante l’analisi grammaticale completa, parola per parola: parte del discorso, genere, numero, modo verbale, tempo e persona. Lo strumento è gratuito, automatico, non richiede registrazione e funziona da smartphone, tablet e computer. Puoi anche dettare la frase a voce grazie al microfono integrato, utile per chi vuole esercitarsi senza digitare.

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Analisi grammaticale
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Tabella completa dell’analisi grammaticale
ParolaParte del discorsoProprietà morfologiche

Cos’è l’analisi grammaticale

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Analisi grammaticale online

L’analisi grammaticale è l’operazione con cui si osserva ogni singola parola di una frase e la si ricollega a una delle nove parti del discorso della lingua italiana, descrivendone poi le proprietà morfologiche: genere, numero e, quando la parola lo prevede, modo, tempo e persona. È una delle prime competenze linguistiche che si insegnano a scuola, perché è la base su cui si costruiscono sia l’analisi logica sia l’analisi del periodo.

Il punto chiave da capire è che l’analisi grammaticale osserva la parola in sé, indipendentemente dal ruolo che svolge nella frase. Un nome resta un nome sia quando fa da soggetto sia quando fa da complemento oggetto: cambia la sua funzione logica, non la sua categoria grammaticale. Questo è il motivo per cui l’analisi grammaticale si fa sempre prima dell’analisi logica: bisogna prima sapere “cos’è” una parola, e solo dopo si può stabilire “che cosa fa” nella frase.

Nella scuola italiana l’analisi grammaticale viene introdotta già in terza elementare con le categorie più semplici (nome, articolo, verbo, aggettivo qualificativo) e viene approfondita progressivamente fino alla scuola secondaria di primo grado, dove diventa una delle competenze più verificate nelle prove INVALSI di italiano. Non è un esercizio fine a sé stesso: saper riconoscere le parti del discorso è indispensabile anche per imparare le lingue straniere, per scrivere testi corretti e per comprendere le regole della punteggiatura e della concordanza.

A chi serve l’analisi grammaticale online

Uno strumento di analisi grammaticale automatica come questo è pensato per pubblici diversi, ognuno con un’esigenza specifica:

  • Studenti delle elementari e delle medie che devono svolgere i compiti di grammatica e vogliono verificare subito se hanno classificato correttamente una parola.
  • Genitori che aiutano i figli con i compiti ma non ricordano più con precisione le regole studiate a scuola anni fa.
  • Insegnanti che vogliono preparare rapidamente esercizi, verifiche o materiali di ripasso con esempi già analizzati e corretti.
  • Studenti stranieri che stanno imparando l’italiano come lingua seconda e hanno bisogno di capire come si costruisce e si classifica una frase.
  • Chi si prepara a un concorso pubblico in cui è prevista una prova di grammatica italiana.

In tutti questi casi lo strumento non sostituisce lo studio delle regole, ma accelera la verifica e aiuta a individuare subito gli errori, cosa che diventa preziosa soprattutto sulle parole “camaleonte” che cambiano categoria a seconda del contesto, di cui parliamo più avanti in questa guida.

Le 9 parti del discorso della lingua italiana

La grammatica italiana tradizionale riconosce nove parti del discorso, dette anche “categorie grammaticali”. Si dividono in due gruppi in base a un criterio molto semplice: le parti variabili cambiano forma per adattarsi al genere, al numero o, nel caso del verbo, anche al modo, al tempo e alla persona; le parti invariabili restano sempre identiche, qualunque sia il contesto in cui compaiono.

Parte del discorsoVariabile / InvariabileCosa indicare nell’analisiEsempio
Nome (sostantivo)VariabileTipo semantico, tipo morfologico, genere, numerogatto, libertà, Roma
ArticoloVariabileDeterminativo / indeterminativo / partitivo, genere, numeroil, un, delle
AggettivoVariabileCategoria, grado (se qualificativo), genere, numerorosso, mio, questo
PronomeVariabileTipo, persona (se personale), genere, numeroio, quello, che
VerboVariabileInfinito, coniugazione, modo, tempo, persona, formamangia, dormiva
AvverbioInvariabileTipo semantico, grado se presentebene, ieri, forse
PreposizioneInvariabilePropria semplice / propria articolata / impropriadi, sul, durante
CongiunzioneInvariabileCoordinante o subordinante, sottotipoe, ma, perché
InteriezioneInvariabilePropria o impropriaah!, uffa!, coraggio!

Alcune grammatiche più recenti, tra cui quella pubblicata dalla Treccani, considerano anche le locuzioni (gruppi di parole che funzionano come un’unica parte del discorso, ad esempio “insieme a” come locuzione preposizionale) come una categoria a parte. Per la scuola dell’obbligo, tuttavia, il riferimento resta lo schema classico a nove categorie che abbiamo riportato in tabella.

Come funziona lo strumento di analisi grammaticale automatica

Questo correttore analizza la frase parola per parola e restituisce tre livelli di informazione:

  1. Vista d’insieme: un riepilogo con il numero totale di parole e quante di esse sono nomi, verbi, aggettivi e altre categorie.
  2. Vista a “parole cliccabili”: ogni parola della frase compare come un’etichetta colorata in base alla parte del discorso; cliccandola si apre il dettaglio completo con tutte le proprietà morfologiche e una breve spiegazione.
  3. Tabella completa: tutte le parole con parte del discorso e proprietà morfologiche allineate in righe, comoda da copiare e incollare direttamente nel quaderno o in un documento con il pulsante “Copia analisi”.

Lo strumento riconosce anche i casi più complessi che generano più errori negli esercizi scolastici: le preposizioni articolate (come del, sulla, negli), che vengono scomposte nei due elementi che le compongono, e i tempi verbali composti (come ha mangiato o aveva detto), che vengono analizzati come un’unica voce verbale con ausiliare, modo, tempo e persona indicati insieme, esattamente come richiesto dalle indicazioni scolastiche. Per fare pratica puoi partire dalle frasi già pronte nella sezione frasi per l’analisi grammaticale oppure digitare una frase tua.

Guida passo-passo: come fare l’analisi grammaticale di una frase

Chi sbaglia l’analisi grammaticale, quasi sempre, non sbaglia per non conoscere le regole, ma per non seguire un ordine. Analizzare le parole in modo casuale porta a confondere categorie simili. Il metodo che proponiamo segue invece un ordine di difficoltà crescente: si parte dalle categorie più semplici e si arriva per ultime a quelle più ambigue.

Come si fa l’analisi grammaticale metodo in cinque passi

Passo 1: isola ogni parola come unità autonoma

Scrivi la frase e separa ogni parola, senza saltarne nessuna, punteggiatura compresa. Attenzione a due casi speciali: le preposizioni articolate (del = di + il, sulla = su + la) vanno indicate come un’unica voce ma specificando entrambi gli elementi che le compongono; i verbi ai tempi composti (ha mangiato, era partita, avevano detto) vanno trattati come un’unica voce verbale, non come due parole separate.

Passo 2: riconosci subito articoli e congiunzioni coordinanti

Sono le categorie più facili da individuare perché appartengono a un elenco chiuso di parole. Articoli determinativi: il, lo, la, i, gli, le, l’. Articoli indeterminativi: un, uno, una. Articoli partitivi: del, dello, della, dei, degli, delle. Congiunzioni coordinanti principali: e, ma, o, però, dunque, anzi, né, eppure. Toglierle di mezzo subito riduce il numero di parole ambigue rimaste da analizzare.

Passo 3: analizza il verbo in tutti i suoi aspetti

Il verbo è la parte del discorso più ricca di informazioni da indicare: infinito di riferimento, coniugazione (1ª in -are, 2ª in -ere, 3ª in -ire, oppure coniugazione propria per essere e avere), modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio, gerundio), tempo, persona, numero, forma (attiva, passiva o riflessiva) e tipo (transitivo o intransitivo). Per ripassare le forme dei verbi irregolari più comuni può essere utile la pagina sui verbi irregolari italiani, mentre per esercitarti con le coniugazioni complete puoi consultare lo strumento di coniugazione dei verbi.

Passo 4: analizza nomi, aggettivi e pronomi

Per il nome indica il tipo semantico (comune o proprio; concreto o astratto; individuale o collettivo), il tipo morfologico (primitivo, derivato, alterato o composto), il genere e il numero. Per l’aggettivo indica la categoria (qualificativo, con eventuale grado, oppure determinativo: possessivo, dimostrativo, indefinito, numerale, interrogativo o esclamativo), il genere e il numero. Per il pronome indica il tipo, la persona se è personale, il genere e il numero. Una regola pratica che aiuta a non confondere aggettivo e pronome: l’aggettivo accompagna sempre un nome presente nella stessa frase, mentre il pronome sostituisce un nome che non è espresso. Nella frase “Questo libro è mio”: “questo” è aggettivo dimostrativo perché accompagna “libro”, “mio” è aggettivo possessivo; nella frase “Questo è mio” invece entrambi diventano pronomi, perché il nome non compare più.

Passo 5: chiudi con le parole invariabili

Per l’avverbio indica il tipo semantico (modo, luogo, tempo, quantità, negazione, affermazione, dubbio) e il grado, se presente. Per la preposizione indica se è propria semplice, propria articolata (specificando i due elementi) oppure impropria. Per la congiunzione indica se è coordinante o subordinante e il sottotipo semantico (temporale, causale, finale, concessiva e così via). Per l’interiezione indica se è propria (nata per esprimere un’esclamazione, come “ah” o “oh”) o impropria (una parola di un’altra categoria usata come esclamazione, come “coraggio!” o “silenzio!”). È proprio in questo ultimo passo che si concentrano gli errori più frequenti, perché parole come che, perché, come, quando e si possono appartenere a categorie diverse in base al contesto: ne parliamo in dettaglio più avanti.

Esempi di analisi grammaticale svolta

Vediamo il metodo applicato a quattro frasi complete, con un livello di difficoltà crescente.

Esempio 1: “Marco osserva con curiosità le stelle.”

ParolaParte del discorsoAnalisi morfologica
MarcoNomeProprio, di persona, maschile, singolare
osservaVerboVoce di osservare, 1ª coniugazione, indicativo presente, 3ª persona singolare, forma attiva, transitivo
conPreposizionePropria semplice, invariabile
curiositàNomeComune, astratto, individuale, primitivo, femminile, invariabile
leArticoloDeterminativo, femminile, plurale
stelleNomeComune, concreto, individuale, primitivo, femminile, plurale

Esempio 2: “I bambini giocano allegramente nel giardino.”

ParolaParte del discorsoAnalisi morfologica
IArticoloDeterminativo, maschile, plurale
bambiniNomeComune, di persona, concreto, individuale, derivato, maschile, plurale
giocanoVerboVoce di giocare, 1ª coniugazione, indicativo presente, 3ª persona plurale, forma attiva, intransitivo
allegramenteAvverbioDi modo, grado positivo, formato da “allegra” + suffisso -mente
nelPreposizionePropria articolata: in + il
giardinoNomeComune, di luogo, concreto, individuale, primitivo, maschile, singolare

Esempio 3: “Nonostante la pioggia, siamo usciti ugualmente.”

ParolaParte del discorsoAnalisi morfologica
NonostanteCongiunzioneSubordinante concessiva
laArticoloDeterminativo, femminile, singolare
pioggiaNomeComune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, femminile, singolare
siamo uscitiVerboVoce di uscire, 3ª coniugazione, indicativo passato prossimo, 1ª persona plurale, forma attiva, intransitivo
ugualmenteAvverbioDi modo, grado positivo, invariabile

Esempio 4: “Che libro stai leggendo?”

ParolaParte del discorsoAnalisi morfologica
CheAggettivoInterrogativo, invariabile, accompagna il nome “libro”
libroNomeComune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, maschile, singolare
stai leggendoVerboVoce di leggere, 2ª coniugazione, forma progressiva (stare + gerundio), indicativo presente, 2ª persona singolare, forma attiva, transitivo

Per esercitarti su altre frasi già risolte puoi consultare anche gli esempi dedicati a “Il gatto dorme sul divano”, “Luca mangia una mela rossa” e “Gli studenti hanno lavorato bene”.

Cos’è l’analisi grammaticale
Cos’è l’analisi grammaticale

Le parole “camaleonte”: quando la stessa parola cambia categoria

Una parte consistente degli errori nelle verifiche di grammatica non riguarda parole difficili, ma parole comunissime che, a seconda della frase, appartengono a categorie diverse. Questo fenomeno si chiama conversione categoriale ed è uno dei temi più verificati nelle prove INVALSI di terza media. Ecco i casi più cercati.

Che

Che può essere pronome relativo (“il libro che leggo”), congiunzione subordinante dichiarativa (“so che arriva”), aggettivo interrogativo (“che libro hai letto?”) o aggettivo/pronome esclamativo (“che bello!”). Per distinguerli bisogna guardare cosa introduce e cosa sostituisce nella frase, non la parola isolata. Trovi una guida dedicata nella pagina analisi grammaticale di “che”.

Perché

Perché è congiunzione causale quando introduce una proposizione all’indicativo (“non esco perché piove”), è congiunzione finale quando il verbo che segue è al congiuntivo (“studio perché tu impari”), è avverbio interrogativo nelle domande dirette e indirette (“perché piangi?”, “non so perché piange”) ed è infine un nome invariabile quando è preceduto da un articolo (“il perché di questa scelta”). Approfondisci con la pagina dedicata all’analisi grammaticale di “perché”.

Come

Come è avverbio interrogativo o esclamativo nelle domande (“come stai?”), congiunzione comparativa quando confronta due elementi (“è alto come suo padre”) e congiunzione modale quando introduce il modo in cui avviene un’azione (“fai come vuoi”).

Quando

Quando è avverbio interrogativo nelle domande dirette o indirette (“quando arrivi?”, “non so quando arriva”) ed è congiunzione temporale subordinante quando introduce una proposizione temporale (“ti chiamo quando arrivo”).

Si

Si è un pronome atono riflessivo quando l’azione ricade sul soggetto stesso (“si lava”), diventa particella passivante nel cosiddetto “si passivante” (“in Italia si parla italiano” = l’italiano è parlato) e particella impersonale quando il soggetto non è specificato (“si dice che…”).

Non

A differenza delle parole precedenti, non non cambia mai categoria: è sempre e soltanto un avverbio di negazione, invariabile, qualunque sia il contesto in cui compare. Su questo caso specifico trovi un approfondimento nella pagina “non” avverbio di negazione sempre e solo.

Con

Con è sempre una preposizione propria semplice e invariabile. Appartiene al gruppo delle nove preposizioni proprie della lingua italiana (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) e va tenuta distinta dalle preposizioni improprie come “durante”, “lungo” o “mediante”, che derivano storicamente da altre categorie grammaticali.

Autobus

Autobus è un nome comune, concreto, individuale, composto (dall’unione abbreviata di “automobile” e “omnibus”), maschile e invariabile: la forma resta identica sia al singolare (“l’autobus”) sia al plurale (“gli autobus”). L’invariabilità è proprio la caratteristica che genera più errori nelle verifiche, perché molti studenti tentano, sbagliando, di aggiungere una desinenza plurale.

Silenzio

Silenzio è normalmente un nome comune di cosa, astratto, individuale, primitivo, maschile, singolare. Ma se usato come esclamazione (“Silenzio!”) diventa un’interiezione impropria: la forma grafica non cambia, cambia però completamente la categoria grammaticale e la funzione comunicativa della parola.

Tutto

Tutto può essere aggettivo indefinito quando accompagna un nome (“tutto il giorno”), pronome indefinito quando lo sostituisce (“ho capito tutto”) oppure, più raramente, avverbio quando modifica un aggettivo o un altro avverbio con il significato di “completamente” (“è tutto bagnato”).

Gli errori più comuni nell’analisi grammaticale

Oltre alle parole “camaleonte” appena viste, ci sono alcuni errori strutturali che si ripetono con grande frequenza negli esercizi scolastici:

  • Confondere aggettivo e pronome. Come spiegato al Passo 4, l’aggettivo accompagna sempre un nome nella stessa frase; il pronome lo sostituisce. “Il mio zaino” → “mio” aggettivo possessivo; “Il tuo è più grande del mio” → entrambi pronomi possessivi.
  • Analizzare separatamente le preposizioni articolate. “Nella” non è “in” + “la” analizzate come due voci distinte, ma un’unica preposizione articolata da indicare come tale, specificando comunque i due elementi che la compongono.
  • Spezzare i tempi verbali composti. “Ha mangiato” va analizzato come un’unica voce verbale (verbo mangiare, passato prossimo), non come “ha” (verbo avere) più “mangiato” (participio) separati.
  • Dimenticare l’invariabilità di alcune parole. Nomi come “città”, “autobus” o “caffè” restano identici al plurale: è un errore comune segnalare un numero plurale inesistente o, al contrario, non specificare che la parola è invariabile.
  • Ignorare il contesto per le parole polisemiche. Come illustrato nella sezione precedente, “che”, “come”, “perché”, “quando” e “si” richiedono sempre di guardare l’intera frase, mai la sola parola isolata.

Analisi grammaticale per classe scolastica

Il programma di grammatica italiana introduce le parti del discorso in modo progressivo lungo il percorso scolastico. Ecco una sintesi orientativa di come i contenuti si distribuiscono anno per anno.

ClasseContenuti principali
3ª elementareNome comune e proprio, articolo determinativo e indeterminativo, aggettivo qualificativo, verbo al presente
4ª elementareNome concreto, astratto e collettivo, articolo partitivo, preposizioni semplici, congiunzioni coordinanti
5ª elementareTutte e nove le parti del discorso nella classificazione base, pronomi personali, avverbi principali, preposizioni articolate
1ª mediaModi e tempi verbali completi, aggettivi determinativi, pronomi relativi, avverbi in -mente
2ª e 3ª mediaParole polisemiche (che, perché, si, quando, come), preposizioni improprie, preparazione alle prove INVALSI

Per verificare la propria preparazione in vista delle prove nazionali, può essere utile consultare anche la pagina dedicata a grammatica italiana e prove INVALSI.

Analisi grammaticale, analisi logica e analisi del periodo: le differenze

Sono tre livelli di analisi diversi, che si eseguono in sequenza sulla stessa frase, ma rispondono a domande differenti.

Tipo di analisiDomanda a cui rispondeUnità osservata
Analisi grammaticaleCos’è questa parola?La singola parola, isolata dal resto della frase
Analisi logicaChe funzione ha questa parola nella frase?La parola o il gruppo di parole rispetto all’intera frase semplice
Analisi del periodoCome si collegano le proposizioni tra loro?Le singole proposizioni che compongono un testo complesso

Un nome, ad esempio, resta un nome (analisi grammaticale) sia che nella frase faccia da soggetto sia che faccia da complemento oggetto (analisi logica): la categoria grammaticale non cambia in base alla funzione sintattica. Se vuoi approfondire il livello successivo, trovi uno strumento dedicato per l’analisi logica online gratis.

Domande frequenti sull’analisi grammaticale

Lo strumento di analisi grammaticale online è davvero gratuito?

Sì. È completamente gratuito, non richiede registrazione e non ha limiti di utilizzo giornaliero. Funziona direttamente dal browser, su smartphone, tablet e computer, senza installare alcuna applicazione.

Come si analizza una frase con più verbi?

Si applica lo stesso metodo delle frasi semplici a ogni singola parola. Se i verbi appartengono a proposizioni diverse collegate tra loro (ad esempio da una congiunzione), il collegamento tra le proposizioni riguarda però l’analisi del periodo, non l’analisi grammaticale.

Come si analizzano i tempi verbali composti?

Le forme come “ha mangiato”, “aveva detto” o “sarà partito” si analizzano come un’unica voce verbale, indicando l’infinito del verbo, l’ausiliare utilizzato, il modo, il tempo, la persona e il numero, non come due parole separate.

Qual è la differenza tra analisi grammaticale e analisi morfologica?

Nella scuola italiana i due termini vengono usati come sinonimi: entrambi indicano la classificazione delle parole per parte del discorso e proprietà morfologiche, distinta dall’analisi logica e dall’analisi del periodo.

Come si analizza il participio passato?

Se accompagna un nome e concorda con esso in genere e numero, come in “una porta chiusa”, si analizza come aggettivo qualificativo. Se invece fa parte di un tempo verbale composto, come in “ha chiuso la porta”, si analizza insieme all’ausiliare come un’unica voce verbale.

Perché alcune parole hanno più di un’analisi possibile?

Perché l’italiano, come molte lingue, riutilizza la stessa forma grafica per categorie grammaticali diverse. La categoria corretta si determina sempre osservando il ruolo che la parola svolge nella frase specifica, non consultando un elenco fisso.

Lo strumento è adatto alla preparazione delle prove INVALSI?

Sì, i criteri seguiti rispecchiano il programma scolastico italiano e sono adatti alla preparazione delle prove INVALSI di italiano, dalla scuola primaria alla terza media.

Posso usare lo strumento anche per esercitarmi sui verbi?

Sì. Oltre all’analisi di frasi intere puoi consultare la sezione con gli esercizi sui verbi italiani online gratis per fare pratica mirata su modi e tempi verbali.

Conclusione

L’analisi grammaticale non è un semplice esercizio scolastico da svolgere meccanicamente, ma il primo passo per capire davvero come è costruita una frase italiana. Conoscere a fondo le nove parti del discorso, saper riconoscere le parole che cambiano categoria in base al contesto ed evitare gli errori più comuni permette di affrontare con sicurezza sia le verifiche scolastiche sia le prove INVALSI. Usa lo strumento qui sopra per analizzare le tue frasi in tempo reale, oppure consulta le altre guide del sito per approfondire i casi più complessi come quando si usa il congiuntivo o le domande frequenti sull’analisi grammaticale.