Carpe Diem: Significato, Origine in Orazio e Analisi Grammaticale

Carpe diem e la frase latina piu citata al mondo. La si trova sulle tazze del caffe, sui poster motivazionali, nei film hollywoodiani, nei tatuaggi. Ma quasi nessuno sa da dove viene, cosa diceva esattamente il testo originale, cosa significava per chi l’ha scritta duemila anni fa. E la distanza tra l’uso moderno e il contesto originario e enorme e interessantissima.

Risposta rapida: carpe diem significa letteralmente ‘cogli il giorno’. E l’ultimo verso dell’ode I, 11 di Orazio (I secolo a.C.). Nel contesto originale non e un invito all’ottimismo: e una risposta alla paura dell’incertezza e della morte.

L’origine di carpe diem: Orazio e l’Ode I, 11

Quinto Orazio Flacco (65 a.C. 8 a.C.) e il poeta latino a cui si deve la frase. La troviamo nel primo libro delle Odi, undicesima ode, scritta in metro alcaico. L’intera ode si rivolge a Leuconoe, una donna (forse immaginaria) che ha consultato gli astrologi per scoprire quanti anni le resteranno da vivere.

Il testo dell’ode e: Tu ne quaesieris scire nefas quem mihi, quem tibi finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios temptaris numeros… Nella traduzione italiana: Non chiedere e proibito saperlo quale fine abbiano stabilito per me e per te gli dei, Leuconoe, e non consultare le tavole astrologiche babilonesi…

E il finale, i due ultimi versi, a contenere la frase famosa: Dum loquimur, fugerit invida aetas: carpe diem, quam minimum credula postero. In italiano: Mentre parliamo, il tempo invidioso sara gia fuggito: cogli il giorno, fidandoti il meno possibile del domani.

Il contesto: non ottimismo, ma risposta alla morte

Comprendere carpe diem richiede di leggere l’intera ode, non solo le ultime parole. Orazio non sta incoraggiando la spensieratezza: sta rispondendo all’angoscia di Leuconoe per il futuro. Il consiglio e: smettila di interrogare il futuro, che e inconoscibile. Non perche il futuro sia splendido, ma perche e inconoscibile e l’angoscia di sapere o non sapere non cambia nulla. L’unica cosa che hai e il momento presente: cogli il giorno.

Il fugerit invida aetas il tempo invidioso sara fuggito non e un dettaglio ottimista. L’invidia del tempo e quella di chi ci ruba qualcosa di prezioso: ogni momento che passa e sottratto alla nostra vita. Carpe diem non e un invito a essere felici: e un invito a non sprecare quello che si ha per qualcosa che non si puo avere.

Traduzione e analisi grammaticale di carpe diem

Traduzione letterale

Carpe diem si traduce letteralmente come cogli il giorno. La traduzione e quasi perfetta dall’italiano al latino e viceversa: carpe e la seconda persona singolare dell’imperativo presente del verbo carpo (io colgo), diem e il caso accusativo singolare del sostantivo maschile dies (il giorno).

Analisi grammaticale del latino

Parola latinaParte del discorsoAnalisi morfologicaTraduzione
carpeVerboImperativo presente, 2ª persona singolare, voce attiva, verbo carpo (3ª coniug.)Cogli (tu)!
diemNomeSostantivo maschile, 5ª declinazione, caso accusativo singolare di diesil giorno

L’imperativo carpe viene dal verbo carpere cogliere, strappare, raccogliere. Lo stesso verbo che si usa per cogliere un fiore, raccogliere frutti, strappare via qualcosa. L’immagine e quella della raccolta: il giorno e come un frutto che va colto nel momento giusto, perche se aspetti troppo cade e si perde.

La metafora sottesa: il giorno come frutto

La metafora agricola e fondamentale per capire la scelta lessicale di Orazio. Carpo non e semplicemente godersi: e raccogliere attivamente, cogliere nel momento di maturita. Un frutto non raccolto cade. Un giorno non vissuto e perduto. L’azione e necessaria e urgente, non rilassata.

Carpe diem nella letteratura italiana

Lorenzo de’ Medici Trionfo di Bacco e Arianna

Il tema del carpe diem pervade tutta la lirica italiana del Quattrocento e del Cinquecento. Lorenzo de’ Medici nella sua Canzona di Bacco scrive: Quant’e bella giovinezza, / che si fugge tuttavia! / Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non v’e certezza. E la versione quattrocentesca del carpe diem: la giovinezza come stagione che fugge, la festa come risposta all’incertezza.

Torquato Tasso Armida nel Giardino

Nel Rinascimento e nel Barocco il tema si trasforma. Nel giardino di Armida della Gerusalemme Liberata Tasso mette in bocca alle creature del giardino un invito al piacere carnale che riproduce lo schema del carpe diem: il fiore che se non raccolto domani sara appassito. Il giardino di Armida e un paradiso che adesca Rinaldo con la logica oraziana e Tasso sa benissimo che sta citando Orazio.

Giacomo Leopardi e il rifiuto del carpe diem

Leopardi e il caso piu interessante: capisce il carpe diem meglio di qualsiasi poeta italiano, ma non lo accetta. Il suo pessimismo cosmico non ammette soluzioni individuali. La mia risposta al carpe diem, sembra dire Leopardi, e: il giorno e vuoto, coglierlo non serve. Ma questa confutazione implicita del carpe diem dimostra quanto il tema sia centrale nella sua riflessione.

Carpe diem nella cultura moderna

Il successo moderno della frase e legato in parte a Dead Poets Society (1989), il film con Robin Williams in cui il professore Keating usa carpe diem come manifesto pedagogico contro il conformismo. Il film ha dato alla frase una connotazione romantica e antiborghese che non c’era nell’originale oraziano.

Oggi carpe diem circola come slogan motivazionale, come tattoo, come caption su Instagram. E diventato sinonimo di ‘vivi il momento’, ‘non rimandare’, ‘sii spontaneo’. Questa versione pop del carpe diem ha perso la coscienza della morte che era al centro del testo di Orazio l’urgenza oraziana viene dalla consapevolezza che il tempo finisce, non dall’ottimismo che ogni giorno e magnifico.

Domande frequenti su carpe diem

Chi ha scritto carpe diem?

Quinto Orazio Flacco, poeta latino vissuto tra il 65 a.C. e l’8 a.C., nell’Ode I, 11 del suo Liber Carminum (Libro dei Canti, comunemente chiamato Odi). L’ode fu composta probabilmente intorno al 23 a.C., durante il principato di Augusto, in un periodo di pace e di riflessione filosofica per il poeta.

Carpe diem e un invito al piacere o alla saggezza?

Nell’originale oraziano e entrambe le cose, ma il fondamento e la saggezza filosofica, non il piacere irresponsabile. Orazio subiva l’influenza dell’epicureismo e dello stoicismo: la vita va vissuta pienamente non per edonismo, ma perche e l’unica vita che abbiamo e sprecarla nell’angoscia per il futuro e una forma di follia. Il carpe diem oraziano e una risposta alla paura, non un’apologia dell’indulgenza.

Cosa significa quam minimum credula postero?

Fidandoti il meno possibile del domani. E la seconda parte dell’invito di Orazio: cogli il giorno E fidati il meno possibile del futuro. Il postero (il domani, cio che verra dopo) e incerto per definizione. Fidarsi del futuro rimandare tutto a domani, sperare che le cose migliorino, contare su un tempo che non e ancora arrivato e una forma di ingenuita pericolosa.

Similar Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *