Il Nome in Analisi Grammaticale: Classificazione Completa con Esempi
Il nome è la parte del discorso che usi più spesso in assoluto. Ogni frase italiana ha almeno un nome, e nell’analisi grammaticale è anche la categoria che richiede più informazioni: bisogna indicare il significato, la struttura morfologica, il genere e il numero.
In questa guida trovi la classificazione completa, le regole per genere e numero, i casi difficili che compaiono spesso nelle verifiche e la formula esatta da usare nell’analisi grammaticale.
Che Cos’è il Nome e Come si Riconosce
Il nome o sostantivo è la parte del discorso che indica persone, animali, cose, luoghi, concetti e sentimenti. È variabile: cambia forma in base al genere e al numero.
Per riconoscere un nome in una frase chiediti: di cosa si sta parlando? Chi compie o subisce l’azione? La risposta è quasi sempre un nome.
Attenzione alle parole polisemiche: corsa è un nome in La corsa è stata entusiasmante, ma è una forma verbale in Sono corsa a casa. Analizza sempre la parola nel contesto della frase, mai da sola.
Classificazione in Base al Significato
Nome Comune e Nome Proprio
Il nome comune indica una categoria generale senza identificare un individuo specifico. Si scrive con la lettera minuscola: città, ragazzo, cane, fiume, libro.
Il nome proprio identifica un individuo specifico all’interno di una categoria. Si scrive sempre con la lettera maiuscola: Milano, Marco, Fido, Po, Divina Commedia. Comprende nomi di persona, nomi geografici, nomi di opere e nomi di istituzioni.
Per i nomi propri in analisi grammaticale non si indica la distinzione concreto/astratto né la struttura morfologica. Si indica solo: nome proprio, di persona o di luogo o di opera, genere e numero.
Nome Concreto e Nome Astratto
Il nome concreto indica qualcosa che esiste fisicamente e si può percepire con i sensi: tavolo, musica, profumo, calore, rumore, luce.
Il nome astratto indica un concetto, una qualità, uno stato o un’idea che non ha esistenza fisica autonoma: libertà, tristezza, coraggio, intelligenza, giustizia, amore, progresso.
Caso difficile: i nomi di azioni ed eventi come corsa, guerra, nascita, matrimonio possono sembrare astratti ma molte grammatiche scolastiche li classificano come concreti perché si riferiscono a fenomeni reali. Segui l’indicazione del tuo libro di testo.
Nome Individuale e Nome Collettivo
Il nome individuale indica un singolo elemento nella sua forma singolare: albero, studente, ape, soldato.
Il nome collettivo indica un insieme di elementi con una parola singolare: foresta (insieme di alberi), classe (insieme di studenti), sciame (insieme di api), esercito (insieme di soldati), folla, gregge, flotta, biblioteca, mazzo, mandria, nidiata.
La caratteristica del nome collettivo è che al singolare indica già una pluralità. Una foresta non è un solo albero ma un insieme di alberi.
Classificazione in Base alla Struttura Morfologica
Nome Primitivo
Il nome primitivo non deriva da nessun’altra parola italiana. È la forma base originaria: libro, casa, mano, cane, porta, sole, mare.
Nome Derivato
Il nome derivato si forma aggiungendo prefissi o suffissi a un’altra parola base.
Con prefissi: disordine (da ordine), antiguerra (da guerra). Con suffissi: libraio (da libro più suffisso -aio), pianista (da piano più -ista), bellezza (da bello più -ezza), libertà (da libero più -tà), produzione (da produrre più -zione).
Nome Alterato
Il nome alterato si forma aggiungendo un suffisso alterativo che modifica l’intensità o la valutazione affettiva senza cambiare la categoria semantica del nome base.
Accrescitivi (dimensione grande): librone, casona, omone. Diminutivi (dimensione piccola): libretto, casetta, cagnolino. Vezzeggiativi (affetto o tenerezza): gattino, nonnetto. Dispregiativi (giudizio negativo): libraccio, tempaccio, lavoraccio.
Il nome alterato è ancora lo stesso nome base, solo modificato. Libretto è ancora un libro (piccolo), non una cosa diversa. Questo lo distingue dal nome derivato: libraio non è un tipo di libro ma una persona che vende libri.
Nome Composto
Il nome composto si forma unendo due o più parole per creare un nuovo significato unitario: portafoglio (porta più foglio), capoluogo (capo più luogo), ferrovia (ferro più via), asciugamani (asciuga più mani), sottotitolo (sotto più titolo).
Genere dei Nomi
Regole di Base
La maggior parte dei nomi maschili finisce in -o al singolare e i femminili in -a: ragazzo/ragazza, gatto/gatta, maestro/maestra.
Molti nomi finiscono in -e per entrambi i generi: padre (M), madre (F), cane (M), chiave (F). In questi casi il genere va memorizzato.
Nomi Particolari
I nomi mobili cambiano desinenza per indicare il genere: gatto/gatta, leone/leonessa, attore/attrice.
I nomi di genere comune hanno la stessa forma per maschile e femminile, distinguendosi solo tramite l’articolo: il/la cantante, il/la nipote, il/la pianista.
I nomi di genere promiscuo hanno un’unica forma per indicare sia maschi sia femmine della stessa specie animale: la volpe, il leopardo.
I nomi invariabili non cambiano forma al maschile e al femminile né al plurale: la città/le città, il caffè/i caffè, il re/i re, l’autobus/gli autobus.
Numero dei Nomi
Formazione del Plurale
I nomi maschili in -o formano il plurale in -i: libro/libri, gatto/gatti. I nomi femminili in -a formano il plurale in -e: casa/case, ragazza/ragazze. I nomi in -e formano il plurale in -i: padre/padri, madre/madri.
Nomi con Plurale Irregolare
Alcuni nomi hanno un plurale irregolare: uomo/uomini, dio/dei, bue/buoi.
Alcuni nomi cambiano genere al plurale. Si chiamano nomi sovrabbondanti: il braccio/le braccia, il dito/le dita, l’uovo/le uova. Questi nomi hanno due plurali con significati diversi: i bracci (di un candelabro) e le braccia (del corpo umano).
Nomi Difettivi
I nomi difettivi mancano del singolare: le nozze, i pantaloni, le forbici, i dintorni. Oppure mancano del plurale: il latte, l’oro, il coraggio, la sete (nomi di materie o concetti non numerabili).
Casi Difficili nelle Verifiche
Omone: Analisi Grammaticale
Omone è un nome alterato accrescitivo formato da uomo più il suffisso accrescitivo -one.
omone = nome comune, di persona, concreto, individuale, alterato accrescitivo (da uomo), maschile, singolare
Uova: Analisi Grammaticale
Uova è il plurale irregolare di uovo. È un nome sovrabbondante che cambia genere al plurale: l’uovo (maschile singolare) diventa le uova (femminile plurale).
uova = nome comune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, femminile, plurale (forma plurale di uovo, nome sovrabbondante)
Mandria: Analisi Grammaticale
Mandria indica un insieme di bovini al pascolo. È un nome collettivo.
mandria = nome comune, di animale, concreto, collettivo, primitivo, femminile, singolare
Nidiata: Analisi Grammaticale
Nidiata indica l’insieme dei piccoli nati dallo stesso nido o dalla stessa cova. È un nome collettivo.
nidiata = nome comune, di animale, concreto, collettivo, derivato (da nido più suffisso -ata), femminile, singolare
Mese: Nome Concreto o Astratto?
Mese è un nome concreto. Indica una misura di tempo reale e percepibile, non un concetto astratto come libertà o giustizia. Le grammatiche scolastiche classificano generalmente i nomi che indicano unità di misura di tempo (ora, giorno, mese, anno) come concreti.
mese = nome comune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, maschile, singolare
Libraio: Derivato o Primitivo?
Libraio è un nome derivato, non primitivo. Si forma da libro più il suffisso agentivo -aio che indica la persona che vende o lavora con quell’oggetto. Portaio (da porta), fornaio (da forno), calzolaio (da calza) seguono lo stesso schema.
libraio = nome comune, di persona, concreto, individuale, derivato (da libro più suffisso -aio), maschile, singolare
Come Si Fa l’Analisi Grammaticale del Nome
Per fare l’analisi grammaticale completa di un nome indica nell’ordine:
Primo: il significato. Comune o proprio. Concreto o astratto. Individuale o collettivo. Di persona, di animale o di cosa. Secondo: la struttura morfologica. Primitivo, derivato, alterato con il tipo (accrescitivo, diminutivo, vezzeggiativo o dispregiativo) o composto. Terzo: il genere. Maschile o femminile. Quarto: il numero. Singolare o plurale.
Tabella con Esempi Completi
| Nome | Analisi grammaticale completa |
|---|---|
| coraggio | Nome comune, astratto, individuale, primitivo, maschile, singolare |
| Giulia | Nome proprio, di persona, concreto, femminile, singolare |
| classe | Nome comune, concreto, collettivo, primitivo, femminile, singolare |
| libraio | Nome comune, di persona, concreto, individuale, derivato (da libro più -aio), maschile, singolare |
| libretto | Nome comune, di cosa, concreto, individuale, alterato diminutivo (da libro), maschile, singolare |
| omone | Nome comune, di persona, concreto, individuale, alterato accrescitivo (da uomo), maschile, singolare |
| uova | Nome comune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, femminile, plurale (plurale sovrabbondante di uovo) |
| mandria | Nome comune, di animale, concreto, collettivo, primitivo, femminile, singolare |
| libertà | Nome comune, astratto, individuale, derivato (da libero più -tà), femminile, singolare |
| portafoglio | Nome comune, di cosa, concreto, individuale, composto (porta più foglio), maschile, singolare |
Per verificare l’analisi di qualsiasi nome in una frase completa usa il nostro analizzatore grammaticale.
Domande Frequenti
Come si distingue un nome concreto da uno astratto?
Il nome concreto indica qualcosa di percepibile con i sensi: lo puoi vedere, toccare, sentire, odorare o gustare (tavolo, musica, profumo). Il nome astratto indica un concetto, una qualità o uno stato che non ha esistenza fisica autonoma: libertà, tristezza, coraggio, intelligenza. Il test più affidabile: puoi fotografarlo? Se sì, è concreto. Se no, è astratto.
Come si riconosce un nome alterato da uno derivato?
Il nome alterato mantiene la stessa categoria semantica del nome base: libretto è ancora un libro, solo piccolo. Il nome derivato crea una parola con un significato nuovo e una categoria diversa: libraio non è un tipo di libro ma una persona. Se togli il suffisso e ottieni ancora lo stesso tipo di oggetto o persona, è alterato. Se ottieni qualcosa di diverso, è derivato.
Cosa sono i nomi sovrabbondanti?
I nomi sovrabbondanti sono nomi che hanno due forme di plurale con significati diversi. Il braccio ha due plurali: i bracci (di un candelabro, di un fiume) e le braccia (del corpo umano). Lo stesso vale per il dito (i diti / le dita), l’uovo (gli uovi / le uova), il muro (i muri / le mura). Il cambio di genere al plurale è la loro caratteristica principale.
Come si analizza un nome proprio?
Per i nomi propri non si indica la distinzione concreto/astratto né la struttura morfologica (primitivo, derivato, alterato, composto). Si indica: nome proprio, di persona (o di luogo, di opera, di istituzione), genere, numero. Esempio: Roma = nome proprio, di luogo, femminile, singolare.
I nomi difettivi come si analizzano al plurale?
I nomi difettivi che esistono solo al plurale si analizzano normalmente indicando il plurale: le forbici = nome comune, di cosa, concreto, individuale, primitivo, femminile, plurale (nome difettivo, privo di singolare). Non è sempre richiesto specificare la difettività nelle verifiche scolastiche medie, ma aggiunge precisione all’analisi.
Qual è la differenza tra nome e sostantivo?
Nome e sostantivo sono due termini sinonimi che indicano la stessa parte del discorso. In Italia la tradizione grammaticale scolastica usa prevalentemente il termine nome. Il termine sostantivo è più comune nelle grammatiche accademiche e in alcune tradizioni regionali. In analisi grammaticale puoi usare entrambi senza differenza.
Per approfondire come il nome si inserisce nel sistema completo delle parti del discorso consulta la guida dedicata.

