Preposizioni Semplici e Articolate in Italiano: Guida Completa, Tabella ed Esempi di Analisi Grammaticale
All’interno dell’architettura morfosintattica italiana, la preposizione è una parte invariabile del discorso che collega parole o proposizioni introducendo complementi indiretti o relazioni logiche di dipendenza.
Senza la presenza delle preposizioni, il tessuto comunicativo risulterebbe frammentario e incomprensibile. Esse agiscono come connettori relazionali, precisando il tempo, lo spazio, la causa, il fine, la materia o il mezzo di ogni evento descritto. Nella tavola generale de le 9 parti del discorso in italiano
, la preposizione figura tra le categorie invariabili, condividendo con congiunzioni e interiezioni la stabilità della forma e l’assoluta assenza di desinenze flessive di genere o di numero.
Tuttavia, quando una preposizione propria si fonde con le forme variabili degli articoli, essa dà origine a un sistema morfologico articolato che richiede un’analisi metodica per non confondersi con gli articoli partitivi o con le forme avverbiali omografe.
Le 9 Preposizioni Proprie Semplici: Valori Semantici e Reggenze Sintattiche
Le preposizioni proprie semplici costituiscono il gruppo primitivo della lingua italiana. Sono nove vocaboli monosillabici o bisillabici impiegati esclusivamente per stabilire relazioni sintattiche subordinate: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.
Ciascuna preposizione semplice introduce una varietà straordinaria di complementi indiretti nell’analisi logica e può reggere proposizioni implicite quando precede un verbo all’infinito.
1. La Preposizione Semplice «Di»
La forma di è la preposizione più frequente dell’italiano. Esprime primariamente una relazione di pertinenza, origine o determinazione qualitativa:
- Specificazione: delimita l’estensione semantica di un sostantivo (il quaderno di Marco, la città di Firenze).
- Materia: indica il materiale costitutivo di un oggetto (un tavolo di noce, una statua di marmo).
- Argomento: specifica l’oggetto di una trattazione (parlare di storia, un trattato di biologia).
- Provenienza o origine: segnala la nascita o l’appartenenza nativa (sono di Napoli, un uomo di nobili origini).
- Tempo determinato: precisa una circostanza cronologica ricorrente (lavorare di notte, di buon mattino).
- Causa: esprime il motivo interiore di uno stato (tremare di paura, morire di freddo).
- Paragone: introduce il secondo termine di confronto (Paolo è più attento di Giovanni).
- Funzione subordinante implicita: introduce proposizioni oggettive o soggettive implicite (spero di superare la prova, ha deciso di partire).
Dinanzi a vocaboli che iniziano per vocale, la preposizione di subisce regolarmente un’elisione fonetica con caduta della vocale e inserimento dell’apostrofo (un raggio d’ombra, un bicchiere d’acqua).
2. La Preposizione Semplice «A»
La preposizione a proietta l’azione verso un punto terminale o individua una collocazione puntuale:
- Termine: identifica il destinatario logico a cui è diretta l’azione predicata (dare ascolto a un amico, inviare una lettera a Luigi).
- Stato in luogo: circoscrive una permanenza stazionaria all’interno di città, isole minori o edifici precisi (abito a Milano, soggiornare a Capri, rimanere a casa, trovarsi a scuola).
- Moto a luogo: indica la direzione o l’approdo verso una destinazione urbana (andare a Torino, tornare a Parigi).
- Tempo determinato: fissa l’orario o una ricorrenza annuale (la riunione comincia alle tre, incontrarsi a Natale).
- Modo o maniera: precisa lo stile dell’azione (scrivere a mano, cucinare a fuoco lento).
- Mezzo: indica lo strumento fisico azionato da forza umana o animale (andare a piedi, spostarsi a cavallo, navigare a vela).
- Età: definisce il momento anagrafico (si è laureato a ventitré anni).
Dinanzi a parole che iniziano con la vocale a, la preposizione assume la forma eufonica con aggiunta della lettera d (andare ad Ancona), mentre dinanzi ad altre vocali l’uso della d eufonica è generalmente sconsigliato dall’Accademia della Crusca per evitare incontri cacofonici (a Empoli, a Otranto).
3. La Preposizione Semplice «Da»
Esprime principalmente allontanamento, distacco, causa generatrice o continuità temporale:
- Moto da luogo: indica la separazione o l’allontanamento da uno spazio (partire da Roma, uscire da scuola).
- Moto a luogo verso persone: nell’italiano corretto, quando il luogo di destinazione è rappresentato da una persona o dalla sua dimora/ufficio, non si adopera a ma da (vado dal medico, passo da te più tardi).
- Origine o provenienza: delinea il punto di partenza genealogico o geografico (discendere da stirpe reale, un prodotto importato dall’estero).
- Agente e causa efficiente: nella frase passiva introduce colui che compie l’azione (il quadro è stato dipinto da Leonardo) o la forza inanimata responsabile (la collina fu travolta da una frana).
- Tempo continuato: misura la durata persistente di un’azione avviata nel passato e tuttora in corso (studio pianoforte da sei anni).
- Fine o destinazione d’uso: qualifica la funzione primaria di un elemento (carta da lettere, sala da pranzo, occhiali da vista).
- Causa: esplicita la motivazione fisica scatenante (gridare dal dolore, piangere dalla gioia).
- Prezzo e stima: fissa il valore mercantile (un abito da mille euro).
A differenza di di, la preposizione da non subisce mai elisione grafica dinanzi a vocale (vengo da Ancona, non d’Ancona), per evitare ambiguità con la preposizione di. L’apostrofo è ammesso solo in formule fisse come d’altronde, d’altra parte, d’ora in poi.
4. La Preposizione Semplice «In»
La preposizione in definisce l’interiorità, l’inclusione spaziale e l’ambientazione temporale:
- Stato in luogo: colloca l’ente all’interno di nazioni, regioni, continenti, grandi isole o sostantivi terminanti in -ia (vivere in Italia, abitare in Sicilia, trovarsi in biblioteca, lavorare in farmacia).
- Moto a luogo: segnala l’ingresso in una vasta area geografica o in uno spazio chiuso (viaggiare in Germania, entrare in chiesa).
- Tempo determinato e continuato: definisce una stagione, un mese o il lasso necessario a portare a compimento un’attività (in inverno, nel mese di maggio, ha letto il saggio in tre ore).
- Mezzo di trasporto generale: identifica la macchina o il convoglio inteso come categoria d’uso astratta (viaggiare in treno, muoversi in aereo, spostarsi in automobile).
- Modo: descrive l’atteggiamento o lo stato d’animo (ascoltare in silenzio, ricevere in dono, parlare in fretta).
- Materia: descrive la consistenza fisica (una collana in oro, un pavimento in resina).
- Limitazione: restringe la sfera di validità di un giudizio (un esperto in grammatica, competente in materia).
5. La Preposizione Semplice «Con»
La preposizione con delinea relazioni di reciprocità, strumentalità associativa e partecipazione emotiva:
- Compagnia: indica l’essere animato con cui si condivide un’azione (passeggiare con un collega, cenare con la famiglia).
- Unione: segnala la presenza congiunta di elementi inanimati (un caffè con zucchero, un piatto servito con contorno).
- Mezzo o strumento: definisce l’oggetto o la tecnologia impiegata per realizzare l’azione (scrivere con la stilografica, pagare con la carta).
- Modo: illustra la condotta esecutiva (ascoltare con dedizione, rispondere con garbo).
- Causa: chiarisce il fattore contingente causale (con questo temporale non possiamo uscire).
- Qualità: individua tratti somatici o caratteristiche fisiche accessorie (un uomo con i baffi, una borsa con tracolla rinforzata).
6. La Preposizione Semplice «Su»
La preposizione su stabilisce un contatto o una relazione verticale di sovrapposizione:
- Stato in luogo: indica la posizione di un corpo appoggiato sulla superficie superiore di un altro (il computer è su un tavolo, camminare sul marciapiede).
- Moto a luogo verso l’alto: segnala il moto ascendente verso una superficie rialzata (salire sulla scala, arrampicarsi su una roccia).
- Argomento: specifica la materia intellettuale di un’opera o di una discussione (un saggio su Dante, un seminario sulla sintassi).
- Stima e approssimazione: delinea valori numerici orientativi di peso, costo o orario (un uomo sui cinquant’anni, un carico sulle due tonnellate).
7. La Preposizione Semplice «Per»
La preposizione per possiede un raggio d’azione funzionale che spazia dall’attraversamento spaziale alla motivazione teleologica:
- Fine o scopo: esplicita l’obiettivo verso cui converge l’intenzione predicata (studiare per la verifica, lavorare per il successo).
- Causa: individua la scaturigine determinante (piangere per l’emozione, punito per la negligenza).
- Moto per luogo: indica il passaggio interno o l’attraversamento di uno spazio delimitato (camminare per i boschi, passare per il corridoio).
- Moto a luogo: segnala la destinazione di partenza programmata (il treno per Torino, imbarcarsi per l’America).
- Tempo continuato: misura l’estensione cronologica protratta di un’azione (ha atteso per due ore, governare per un decennio).
- Mezzo: delinea il canale comunicativo o intermediario (spedire per posta, comunicare per telefono).
- Prezzo e colpa: determina la quantificazione retributiva o l’imputazione formale (acquistato per cinquanta euro, condannato per falso).
- Vantaggio: esprime l’operato a beneficio altrui (votare per il candidato, battersi per la libertà).
8. Le Preposizioni Semplici «Tra» e «Fra»
Le preposizioni tra e fra presentano un’equivalenza semantica totale. Derivate dal latino intra e infra, assolvono alle medesime mansioni morfologiche senza alcuna differenziazione gerarchica:
- Posizione intermedia nello spazio: individuano un’entità compresa tra due o più limiti (il paese sorge tra la pianura e le colline).
- Distanza temporale futura: indicano il momento cronologico in cui un’azione si compirà a partire dal presente (la seduta si terrà fra tre giorni, arriverò tra pochi minuti).
- Relazione di reciprocità e compagnia collettiva: segnalano un vincolo di cooperazione o dissenso tra più individui (accordo tra le parti, discutere fra colleghi).
- Valore partitivo: isolano una porzione all’interno di un raggruppamento (il migliore tra gli allievi, uno fra i tanti partecipanti).
La scelta tra le due forme è governata da una pura regola di eufonia fonosintattica: si preferisce utilizzare tra prima di parole che iniziano per fr- (tra fratelli, tra le fronde) e si predilige fra davanti a parole che cominciano per tr- (fra tre mesi, fra treni in transito), evitando così il ripetersi ravvicinato del medesimo gruppo consonantico occlusivo o fricativo.
Le Preposizioni Articolate: Meccanismo di Fusione e Regole di Formazione
Una preposizione articolata nasce dalla fusione grafica e morfologica di una preposizione propria semplice con una delle forme dell’articolo determinativo.
A differenza delle lingue germaniche o slave, in cui la preposizione e l’articolo restano costantemente autonomi, l’italiano impone una sintesi fonosintattica rigida che origina un’unica entità lessicale. Le preposizioni semplici che partecipano obbligatoriamente a questo processo nella lingua moderna sono cinque: di, a, da, in, su.
Esse si combinano con l’intera declinazione degli articoli determinativi e indeterminativi
al maschile e al femminile, singolare e plurale.
La Matrice Completa delle Preposizioni Articolate
| Preposizione Semplice | + il | + lo | + la | + l’ | + i | + gli | + le |
| di | del | dello | della | dell’ | dei | degli | delle |
| a | al | allo | alla | all’ | ai | agli | alle |
| da | dal | dallo | dalla | dall’ | dai | dagli | dalle |
| in | nel | nello | nella | nell’ | nei | negli | nelle |
| su | sul | sullo | sulla | sull’ | sui | sugli | sulle |
Analisi dei Mutamenti Fonetici nella Fusione
Dall’osservazione della tabella emergono precise alterazioni fonetiche:
- La preposizione di muta la propria vocale originaria trasformandosi nella base de- prima di saldarsi all’articolo (de + il = del; de + la = della).
- La preposizione in subisce un’assimilazione regressiva profonda della nasale mutando nella radice ne-, alla quale si salda la consonante laterale geminata dell’articolo (ne + lo = nello; ne + i = nei).
- Le preposizioni a, da e su raddoppiano sistematicamente la consonante laterale l dell’articolo dinanzi a forme vocaliche o sillabiche complesse (allo, dallo, sulla, sugli), conservando la scempia solo al maschile singolare con il (al, dal, sul).
Il Comportamento di «Con», «Per», «Tra», «Fra»
Nella lingua italiana contemporanea, le restanti quattro preposizioni semplici rifiutano l’unione grafica con l’articolo:
- Per, tra, fra si scrivono sempre separatamente dall’articolo determinativo di pertinenza: per il cortile, per la strada, tra i cespugli, fra le dita. Le forme sintetiche arcaiche come pel (per il) o pei (per i) appartengono al registro letterario desueto e non devono essere impiegate nello scritto formale moderno.
- Con: nell’uso colloquiale e nella narrativa informale sopravvivono le forme contratte col (con + il) e coi (con + i). Tuttavia, la grafia separata (con il, con i) è preferibile e standard in ogni contesto accademico. Le varianti storiche collo, colla, colle, cogli sono da considerarsi totalmente estinte e scorrette nella produzione scolastica moderna.
Preposizioni Improprie e Locuzioni Prepositive
Oltre alle nove preposizioni proprie, il sistema sintattico italiano accoglie vocaboli provenienti da altre classi grammaticali o raggruppamenti di parole capaci di fungere da testa subordinante.
1. Le Preposizioni Improprie
Si definisce preposizione impropria una parola che appartiene nativamente alla categoria degli aggettivi, dei participi o degli avverbi italiani con focus completo
, ma che all’interno di una frase regge un sintagma nominale introducendo un complemento.
La caratteristica essenziale della preposizione impropria è che essa regge direttamente il nome, senza l’interposizione di una preposizione semplice:
- Avverbi usati come preposizioni: sopra il mobile, sotto la tavola, dentro la stanza, fuori la porta, dietro la siepe, davanti la scuola, contro la parete, oltre il confine.
- Aggettivi usati come preposizioni: lungo la riva, secondo la norma, salvo imprevisti.
- Participi verbali usati come preposizioni: durante la spiegazione, mediante un accordo, nonostante le avversità, eccetto gli assenti, escluso il dessert.
Per riconoscere la differenza tra avverbio e preposizione impropria si osserva la presenza del sostantivo retto:
- Camminava davanti senza voltarsi: non regge alcun nome ed è un avverbio di luogo.
- Camminava davanti al corteo: introduce un complemento ed è una preposizione impropria (o locuzione prepositiva).
2. Le Locuzioni Prepositive
Una locuzione prepositiva è un’unità sintagmatica formata da due o più parole distinte (spesso un avverbio o un sostantivo unito a una o due preposizioni semplici) che opera collegialmente come un’unica preposizione indivisibile:
- Di causa: a causa di, per colpa di, in conseguenza di, a motivo di.
- Di luogo: di fronte a, in cima a, in fondo a, nei pressi di, all’infuori di.
- Di fine o mezzo: allo scopo di, al fine di, per mezzo di, in vista di.
- Di concessione o favore: a discapito di, a dispetto di, in favore di, a vantaggio di.
- Temporali: a partire da, prima di, subito dopo.
Distinzione Rigorosa: Preposizioni Articolate vs Articoli Partitivi
Uno dei nodi più problematici per gli studenti durante le verifiche scritte risiede nella distinzione tra le forme articolate della preposizione di (del, dello, della, dei, degli, delle) e gli omonimi articoli partitivi.
Entrambi condividono la stessa superficie fonetica e morfologica, ma ricoprono compiti sintattici radicalmente antitetici all’interno della frase:
| Criterio Sintattico | Preposizione Articolata (di + articolo) | Articolo Partitivo (del, dello, della, dei, degli, delle) |
| Funzione logica | Introduce un complemento indiretto (specificazione, materia, causa, ecc.) collegando due termini. | Introduce un complemento diretto (oggetto) o un soggetto, quantificando un nome di massa o numerabile. |
| Test di sostituzione | Non può essere sostituita da un po’ di o alcuni/alcune senza distruggere il senso della frase. | Può essere sostituita perfettamente da un po’ di (al singolare) o da alcuni / alcune (al plurale). |
| Esempio pratico 1 | Il sapore del pane è fragrante. (del collega sapore a pane, non sostituibile da un po’ di). | Ho comprato del pane. (equivale a: Ho comprato un po’ di pane). |
| Esempio pratico 2 | Parlo delle vicende storiche. (delle introduce un complemento d’argomento retto dal verbo). | Sono arrivati dei turisti. (equivale a: Sono arrivati alcuni turisti; funge da soggetto). |
Quando si individua un sintagma introdotto da queste forme, l’applicazione del test di sostituzione con un po’ di o alcuni/alcune consente di stabilire all’istante la vera natura morfologica del vocabolo.
Usi Specialistici e Regole d’Uso Frequenti
Spesso la scelta della preposizione corretta sfugge alle norme logiche generali, rispondendo a consuetudini idiomatiche della lingua che vanno memorizzate con rigore.
1. Preposizioni con Nomi Geografici e di Luogo
- Nomi di città: esigono categoricamente la preposizione a, sia nello stato in luogo sia nel moto a luogo (vivo a Milano, mi reco a Venezia).
- Nomi di nazioni, continenti e regioni: pretendono categoricamente la preposizione in (abito in Spagna, vado in Lombardia, viaggiare in Asia).
- Isole minori vs Grandi isole: le isole piccole assumono la preposizione a (vacanze a Ischia, a Ponza, all’Elba); le isole grandi si assimilano alle regioni e pretendono in (trasferirsi in Sardegna, in Sicilia, in Corsica).
- Sostantivi che indicano ambienti urbani: la norma oscilla: si dice andare a teatro, a scuola, al cinema, al mare, ma si dice andare in farmacia, in biblioteca, in chiesa, in pizzeria, in banca.
2. Preposizioni con i Mezzi di Trasporto
L’impiego delle preposizioni varia in funzione della natura semantica del mezzo:
- In: si adotta per il veicolo considerato come categoria concettuale generale, privo di articolo (viaggiare in treno, in auto, in aereo, in elicottero, in nave).
- A: si utilizza per i mezzi privi di carlinga o azionati da propulsione corporea (andare a piedi, a cavallo, spostarsi a nuoto, viaggiare a dorso di mulo).
- Su: entra in gioco quando il mezzo di trasporto è accompagnato dall’articolo determinativo o viene descritto come spazio fisico su cui si sale (salire sul treno delle otto, dormire sull’aereo della compagnia).
Come Svolgere l’Analisi Grammaticale delle Preposizioni
Per eseguire l’analisi grammaticale senza commettere omissioni o errori terminologici, è necessario applicare un protocollo sequenziale a gradini.
La formula strutturata per la compilazione di una preposizione articolata è: preposizione articolata formata dall’unione di [preposizione semplice] più [articolo determinativo], genere [maschile/femminile], numero [singolare/plurale].
Schema di Scomposizione Metodica
- Se la preposizione è semplice: si indica la natura di preposizione propria semplice e si chiude la formula con la voce invariabile.
- Se la preposizione è articolata: si specifica la natura articolata, si scompongono le due parole originarie (preposizione semplice + articolo determinativo) e si indicano genere (maschile o femminile) e numero (singolare o plurale).
- Se la preposizione è impropria: si annota la definizione di preposizione impropria, indicando la classe grammaticale nativa e concludendo con la dicitura invariabile.
- Se la preposizione è una locuzione: si identifica la sequenza sintattica unificata definendola locuzione prepositiva invariabile.
Esempi di Analisi Grammaticale Svolti Parola per Parola
Prendiamo in esame la proposizione:
«Durante l’inverno i lupi scendono dalle montagne e si avvicinano al villaggio per mezzo di percorsi impervi.»
- Durante: preposizione impropria (derivata dal participio presente del verbo durare), invariabile.
- dalle: preposizione articolata formata dalla preposizione semplice da più l’articolo determinativo le, femminile, plurale.
- al: preposizione articolata formata dalla preposizione semplice a più l’articolo determinativo il, maschile, singolare.
- per mezzo di: locuzione prepositiva con valore strumentale, invariabile.
Nel momento in cui si passa alla sintassi del periodo, ciascuna di queste voci prepositive diventa l’elemento propulsore per identificare i complementi indiretti descritti nell’ambito dell’analisi logica online, dove durante l’inverno diventerà complemento di tempo determinato, dalle montagne complemento di moto da luogo, al villaggio complemento di moto a luogo e per mezzo di percorsi complemento di mezzo.
Esercizi Pratici Svolti con Soluzioni Commentate
Questi esercizi guidati consentono di consolidare la padronanza della materia e verificare la capacità di disambiguazione morfologica.
Esercizio 1: Distinzione tra Preposizione Articolata e Articolo Partitivo
Frase: «Il docente ha elogiato il lavoro degli studenti, mentre ha distribuito dei nuovi fogli per l’esercitazione.»
- degli: preposizione articolata formata da di + gli, maschile plurale. Introduce il complemento di specificazione collegato al nome o sostantivo precedente (il lavoro di chi? degli studenti). Non ammette la sostituzione con alcuni.
- dei: articolo partitivo maschile plurale. Non introduce un complemento indiretto, ma funge da determinante per l’oggetto diretto (ha distribuito alcuni nuovi fogli).
Esercizio 2: Identificazione delle Preposizioni Improprie
Frase: «Tutti i candidati hanno superato il concorso, eccetto Marco che è arrivato tardi secondo le testimonianze.»
- eccetto: preposizione impropria che introduce un complemento di esclusione, invariabile.
- secondo: preposizione impropria (derivata da aggettivo numerale ordinale) con valore di limitazione e conformità, invariabile.
Esercizio 3: Analisi Completa di un Nesso Articolato
Frase: «Il saggio discute sull’importanza delle scoperte scientifiche.»
- sull’: preposizione articolata formata da su + la (con elisione fonetica davanti a vocale), femminile, singolare. Introduce il complemento d’argomento retto dal verbo transitivo/intransitivo.
- delle: preposizione articolata formata da di + le, femminile, plurale. Introduce il complemento di specificazione.
Domande Frequenti sulle Preposizioni Italiane (FAQ)
Quali sono le 9 preposizioni semplici della lingua italiana?
Le preposizioni semplici fondamentali sono nove: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Si definiscono semplici poiché formate da un’unica parola primitiva invariabile non legata ad articoli.
Come si riconosce una preposizione articolata nell’analisi grammaticale?
Si riconosce individuando una parola risultante dalla saldatura tra una preposizione semplice (di, a, da, in, su) e un articolo determinativo (il, lo, la, i, gli, le). Nell’analisi grammaticale deve essere schedata specificando obbligatoriamente i due componenti originari, il genere e il numero.
Perché «in» diventa «nel» o «nella» quando si unisce all’articolo?
Questo fenomeno risponde a una legge di fonetica storica ed evoluzione dal latino volgare: la preposizione in subisce una mutazione della radice nasale trasformandosi in ne-, alla quale viene saldata direttamente la consonante laterale geminata tipica dell’articolo determinativo (nello, nella, nei, negli).
Come si distingue «da» preposizione da «dà» verbo e «da’» imperativo?
La preposizione da è sempre atona e si scrive priva di accenti e di apostrofi (vengo da Roma). La forma dà provvista di accento grafico è la terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare. La forma da’ provvista di apostrofo è la seconda persona singolare del modo imperativo (da’ una mano a tuo fratello), frutto del troncamento della forma originaria dai.
Quando «dopo» e «prima» sono preposizioni e quando sono avverbi?
I termini prima e dopo funzionano da preposizioni improprie quando introducono direttamente un sostantivo (dopo la cena, prima dell’alba). Fungono invece da avverbi quando operano isolatamente qualificando il verbo dell’azione predicata senza reggere alcun sintagma nominale successivo (arriverò dopo, ci siamo visti prima)
