Modi e Tempi Verbali Italiani: Guida Completa con Tabelle
In italiano esistono 7 modi verbali: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio e gerundio. I primi quattro sono modi finiti e hanno persona e numero. Gli ultimi tre sono modi indefiniti e non hanno persona né numero.
Questa distinzione è il primo dato da indicare nell’analisi grammaticale del verbo: prima si identifica il modo, poi il tempo, poi la persona e il numero se il modo è finito.
Modi Finiti e Modi Indefiniti: La Distinzione Fondamentale
I modi finiti hanno desinenze che indicano la persona e il numero. Nell’analisi grammaticale bisogna sempre indicare persona e numero per questi modi. Sono quattro: indicativo, congiuntivo, condizionale e imperativo.
I modi indefiniti non hanno desinenze personali: la forma è uguale per tutte le persone. Nell’analisi grammaticale non si indica persona né numero. Sono tre: infinito, participio e gerundio.
| Modo | Tipo | Numero di tempi | Uso principale |
|---|---|---|---|
| Indicativo | Finito | 8 (4 semplici + 4 composti) | Fatti reali e certi |
| Congiuntivo | Finito | 4 (2 semplici + 2 composti) | Dubbio, desiderio, opinione |
| Condizionale | Finito | 2 (1 semplice + 1 composto) | Ipotesi, cortesia, desiderio |
| Imperativo | Finito | 1 (solo presente) | Ordini, richieste, divieti |
| Infinito | Indefinito | 2 (presente + passato) | Forma base, dopo modali |
| Participio | Indefinito | 2 (presente + passato) | Tempi composti, aggettivi |
| Gerundio | Indefinito | 2 (presente + passato) | Azione secondaria |
Modo Indicativo
L’indicativo è il modo della realtà: esprime fatti certi, verificabili, presentati come oggettivi. È il modo più usato in italiano e quello con più tempi: quattro semplici e quattro composti.
Tempi Semplici dell’Indicativo
Presente: esprime un’azione che avviene nel momento in cui si parla, un’abitudine o una verità generale. Mangio la pizza. Il sole sorge a est. Studio ogni giorno.
Imperfetto: esprime un’azione passata che si svolgeva abitualmente o continuativamente, o uno stato passato. Da bambino mangiavo sempre la pasta. Quando ero piccolo abitavo a Milano.
Passato remoto: esprime un’azione passata conclusa e percepita come distante nel tempo. Dante nacque nel 1265. Colombo scoprì l’America nel 1492.
Futuro semplice: esprime un’azione futura oppure una supposizione nel presente. Domani mangerò al ristorante. Avrà già mangiato — questa è una supposizione, non un futuro.
Tempi Composti dell’Indicativo
Passato prossimo: esprime un’azione passata percepita come recente o con conseguenze nel presente. Ho mangiato la pizza. Ha già studiato la lezione.
Trapassato prossimo: esprime un’azione passata avvenuta prima di un’altra azione passata. Quando sono arrivato, aveva già mangiato.
Trapassato remoto: esprime un’azione passata immediatamente precedente a un’altra al passato remoto. Uso raro, prevalentemente letterario. Appena ebbe mangiato, uscì.
Futuro anteriore: esprime un’azione futura che avviene prima di un’altra azione futura, oppure una supposizione nel passato. Quando avrò mangiato, uscirò.
Tabella del Verbo Amare all’Indicativo
| Tempo | io | tu | lui/lei | noi | voi | loro |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | amo | ami | ama | amiamo | amate | amano |
| Imperfetto | amavo | amavi | amava | amavamo | amavate | amavano |
| Passato remoto | amai | amasti | amò | amammo | amaste | amarono |
| Futuro semplice | amerò | amerai | amerà | ameremo | amerete | ameranno |
| Passato prossimo | ho amato | hai amato | ha amato | abbiamo amato | avete amato | hanno amato |
| Trapassato pross. | avevo amato | avevi amato | aveva amato | avevamo amato | avevate amato | avevano amato |
Modo Congiuntivo
Il congiuntivo è il modo della soggettività: esprime dubbio, incertezza, desiderio, opinione personale, possibilità o necessità. Si usa quasi esclusivamente in proposizioni subordinate introdotte da che.
Quando si Usa il Congiuntivo
Il congiuntivo è obbligatorio dopo verbi di opinione come credere, pensare, ritenere; verbi di volontà come volere, desiderare, sperare; verbi di emozione come temere, essere felice, dispiacere; verbi di dubbio come dubitare; e congiunzioni come benché, sebbene, affinché, prima che, a meno che.
I Quattro Tempi del Congiuntivo
Congiuntivo presente: si usa quando il verbo della principale è al presente o al futuro e l’azione della subordinata è contemporanea o futura. Credo che lui mangi troppo. Voglio che tu studi.
Congiuntivo imperfetto: si usa quando il verbo della principale è al passato o al condizionale. Credevo che lui mangiasse troppo. Vorrei che tu studiassi.
Congiuntivo passato: si usa quando il verbo della principale è al presente e l’azione della subordinata è anteriore. Credo che ieri lui abbia mangiato troppo.
Congiuntivo trapassato: si usa quando il verbo della principale è al passato e l’azione della subordinata è anteriore. Credevo che ieri lui avesse mangiato troppo.
Tabella del Verbo Amare al Congiuntivo
| Tempo | io | tu | lui/lei | noi | voi | loro |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | ami | ami | ami | amiamo | amiate | amino |
| Imperfetto | amassi | amassi | amasse | amassimo | amaste | amassero |
| Passato | abbia amato | abbia amato | abbia amato | abbiamo amato | abbiate amato | abbiano amato |
| Trapassato | avessi amato | avessi amato | avesse amato | avessimo amato | aveste amato | avessero amato |
Modo Condizionale
Il condizionale esprime un’azione condizionata al verificarsi di qualcos’altro, un desiderio, una richiesta cortese, un’ipotesi o un’informazione non verificata.
Usi Principali del Condizionale
Richiesta cortese: Potresti aiutarmi? Vorrei un caffè. Ipotesi: Se avessi tempo, viaggerei di più. Notizia non verificata (condizionale giornalistico): Secondo le ultime notizie, ci sarebbero dei problemi. Desiderio irrealizzabile: Vorrei tanto essere in vacanza adesso.
Tabella del Verbo Amare al Condizionale
| Tempo | io | tu | lui/lei | noi | voi | loro |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Presente | amerei | ameresti | amerebbe | ameremmo | amereste | amerebbero |
| Passato | avrei amato | avresti amato | avrebbe amato | avremmo amato | avreste amato | avrebbero amato |
Modo Imperativo
L’imperativo esprime un ordine, una richiesta, un invito, un consiglio o un divieto rivolto direttamente a qualcuno. Ha solo il tempo presente.
Tabella del Verbo Amare all’Imperativo
| Persona | amare | credere | finire |
|---|---|---|---|
| tu (affermativo) | ama! | credi! | finisci! |
| lei (formale) | ami! | creda! | finisca! |
| noi (esortativo) | amiamo! | crediamo! | finiamo! |
| voi | amate! | credete! | finite! |
Imperativo negativo alla seconda persona singolare: si forma con non più infinito: Non mangiare!, Non correre!. Per tutte le altre persone si usa non più forma normale: Non mangiate!, Non mangi!
Modo Infinito
L’infinito è la forma base del verbo, quella con cui appare nel dizionario. Non ha persona né numero.
Infinito presente: amare, credere, finire. Si usa come soggetto o oggetto di un verbo principale (Studiare è importante), dopo i verbi modali (Voglio studiare), dopo preposizioni (Prima di mangiare).
Infinito passato: avere amato, avere creduto, essere partito. Esprime un’azione anteriore a quella del verbo principale. Dopo aver mangiato, uscì.
Modo Participio
Il participio esprime un’azione con valore aggettivale o entra nella formazione dei tempi composti.
Participio presente: amante, credente. Si usa prevalentemente come aggettivo (acqua corrente, prezzi correnti) o come nome (il docente, il dirigente).
Participio passato: amato, creduto, finito, partito. È fondamentale per formare i tempi composti con avere o essere (ho amato, sono partito), per formare la forma passiva (viene amato) e come aggettivo (una porta aperta).
Accordo del participio passato: con l’ausiliare essere il participio concorda in genere e numero con il soggetto (Lei è partita, Loro sono partiti). Con l’ausiliare avere il participio è invariabile, a meno che non preceda un pronome clitico di terza persona (La pizza? L’ho mangiata).
Modo Gerundio
Il gerundio esprime un’azione secondaria in relazione a quella del verbo principale. Non ha persona né numero.
Gerundio presente: amando, credendo, finendo. Indica un’azione contemporanea a quella del verbo principale. Studiando ogni giorno, migliori velocemente.
Gerundio passato: avendo amato, essendo partito. Indica un’azione anteriore a quella del verbo principale. Avendo studiato tutta la notte, era stanca.
Il gerundio esprime modalità (Ha risposto ridendo), causa (Essendo in ritardo, ho preso un taxi), tempo (Uscendo, ho visto tuo fratello), condizione (Studiando, supereresti l’esame).
Come si Analizza il Modo Verbale nelle Verifiche
Per ogni forma verbale nell’analisi grammaticale indica nell’ordine: infinito di riferimento, coniugazione (prima in -are, seconda in -ere, terza in -ire), modo, tempo, persona e numero se il modo è finito, forma (attiva, passiva o riflessiva), tipo (transitivo o intransitivo).
Per coniugare qualsiasi verbo in tutti i modi e i tempi usa il nostro coniugatore di verbi.
Domande Frequenti
Qual è la differenza tra indicativo e congiuntivo?
L’indicativo presenta i fatti come certi e oggettivi: so che è arrivato, vedo che non capisci. Il congiuntivo esprime soggettività, dubbio o desiderio: credo che sia arrivato, spero che tu capisca. La distinzione pratica è questa: dopo verbi che introducono certezze come so che, vedo che, è certo che si usa l’indicativo. Dopo verbi che introducono opinioni o desideri come penso che, voglio che, spero che si usa il congiuntivo.
Quando si usa il condizionale e quando il congiuntivo?
Il condizionale si usa nella proposizione principale per esprimere un’azione condizionata (Verrei, ma sono occupato), una richiesta cortese (Potresti aiutarmi?) o un desiderio (Vorrei viaggiare). Il congiuntivo si usa nella proposizione subordinata dopo verbi di opinione, volontà ed emozione (Penso che venga, Voglio che studi). Nei periodi ipotetici si usano insieme: il congiuntivo nella proposizione con se e il condizionale nella proposizione principale (Se studiassi, passeresti l’esame).
Perché il participio passato a volte si accorda e a volte no?
Con l’ausiliare essere il participio concorda sempre in genere e numero con il soggetto: lei è partita, loro sono partiti. Con l’ausiliare avere il participio di solito è invariabile: ho mangiato la pizza, hanno studiato la lezione. L’eccezione: quando il complemento oggetto è un pronome clitico di terza persona che precede il verbo, il participio può concordare: la pizza? L’ho mangiata.
Qual è la differenza tra passato prossimo e passato remoto?
Il passato prossimo (ho mangiato) si usa per azioni passate percepite come vicine o con un legame con il presente. Il passato remoto (mangiai) si usa per azioni passate percepite come lontane nel tempo o storicamente concluse. In pratica: al nord Italia il passato prossimo tende a sostituire il passato remoto anche per eventi storici. Al sud il passato remoto si usa più frequentemente. Per l’analisi grammaticale la distinzione è sempre chiara: passato prossimo usa avere o essere al presente più participio passato, passato remoto ha forme proprie.
Come si usa il gerundio in italiano?
Il gerundio esprime sempre un’azione secondaria rispetto a quella del verbo principale. Il soggetto del gerundio deve sempre coincidere con il soggetto del verbo principale: Studiando ogni giorno, migliori (tu studi e tu migliori). Il gerundio può esprimere modalità (Ha risposto ridendo), causa (Essendo in ritardo, ho preso un taxi), tempo (Uscendo, ho visto tuo fratello) e condizione (Studiando, supereresti l’esame). Non si usa il gerundio quando il soggetto è diverso da quello del verbo principale.
Per approfondire tutti i parametri dell’analisi grammaticale del verbo, dalla forma alla transitività, consulta la guida all’analisi grammaticale.



