Aggettivi Qualificativi e Determinativi: Guida Completa (2026)

L’aggettivo è quella parte del discorso che dà colore, precisione e sfumatura al nome. Ma nell’analisi grammaticale non basta riconoscere che una parola è un aggettivo: bisogna specificare il tipo, la struttura morfologica, il grado (per i qualificativi), il genere e il numero.

L’aggettivo è la parte del discorso che si unisce al nome per qualificarlo, determinarlo o precisarlo. Concorda sempre con il nome a cui si riferisce in genere e numero. È una parte variabile.

In italiano gli aggettivi si dividono in due grandi categorie: aggettivi qualificativi (indicano una qualità del nome) e aggettivi determinativi (precisano il nome senza descriverlo). In questa guida trovi la spiegazione completa di tutti i tipi con le regole di analisi grammaticale ed esempi pratici.

Aggettivi Qualificativi

Gli aggettivi qualificativi indicano una qualità, una caratteristica o una proprietà del nome: bello, grande, intelligente, veloce, rosso, antico, moderno.

Sono il tipo più numeroso e il più ricco morfologicamente: hanno una struttura (primitivo, derivato, alterato, composto) e un grado (positivo, comparativo, superlativo).

Struttura Morfologica degli Aggettivi Qualificativi

Primitivo: non deriva da nessun’altra parola italiana: bello, grande, lungo, rosso, vero.

Derivato: si forma aggiungendo prefissi o suffissi a un’altra parola: in-felice, dis-onesto, bell-issimo, veloc-issimo, bont-à (quest’ultimo è un nome, ma buon-o è primitivo). Suffissi comuni: -oso (coraggioso), -ale (naturale), -abile/-ibile (amabile, leggibile), -esco (pittoresco), -ico (storico).

Alterato: si modifica con un suffisso alterativo che cambia l’intensità senza cambiare la categoria: bello → bellino (vezzeggiativo), brutto → bruttino (diminutivo), grande → grandone (accrescitivo), caldo → caldaccio (dispregiativo).

Composto: si forma unendo due parole: agrodolce, bianconero, nordafricano, italoamericano.

I Gradi dell’Aggettivo Qualificativo

Il grado è una delle informazioni obbligatorie nell’analisi grammaticale dell’aggettivo qualificativo. Ci sono tre gradi principali.

Grado positivo: esprime la qualità senza alcun confronto. “Marco è alto.” L’aggettivo è semplicemente alto, senza paragoni.

Grado comparativo: confronta la qualità tra due elementi. Si divide in tre tipi: Comparativo di maggioranza: “Marco è più alto di Luca.” / “Marco è più alto che intelligente.” Comparativo di minoranza: “Marco è meno alto di Luca.” Comparativo di uguaglianza: “Marco è alto come Luca.” / “Marco è tanto alto quanto Luca.”

Grado superlativo: esprime la qualità al suo grado massimo o minimo. Si divide in due tipi: Superlativo relativo: confronta un elemento con un gruppo. “Marco è il più alto della classe.” / “È il meno costoso del negozio.” Superlativo assoluto: esprime la qualità al massimo grado senza confronti. Si forma con il suffisso -issimo/a/i/e: altissimo. Oppure con molto/estremamente/assai + aggettivo: molto alto, estremamente intelligente.

Forme Comparative e Superlative Irregolari

Alcuni aggettivi qualificativi hanno forme comparative e superlative irregolari che vanno memorizzate:

PositivoComparativo di maggioranzaSuperlativo assolutoSuperlativo relativo
buonomigliore / più buonoottimo / buonissimoil migliore / il più buono
cattivopeggiore / più cattivopessimo / cattivissimoil peggiore / il più cattivo
grandemaggiore / più grandemassimo / grandissimoil maggiore / il più grande
piccolominore / più piccolominimo / piccolissimoil minore / il più piccolo
altosuperiore / più altosommo / altissimoil superiore / il più alto
bassoinferiore / più bassoinfimo / bassissimol’inferiore / il più basso

Analisi Grammaticale dell’Aggettivo Qualificativo

«È la studentessa più brava della scuola, davvero bravissima.»

più brava = aggettivo qualificativo, femminile, singolare, primitivo, grado superlativo relativo bravissima = aggettivo qualificativo, femminile, singolare, derivato (da brava + suffisso -issima), grado superlativo assoluto

Aggettivi Determinativi

Gli aggettivi determinativi non descrivono una qualità del nome ma lo precisano, lo determinano o lo quantificano senza qualificarlo. Si dividono in sei tipi.

Aggettivi Possessivi

Indicano a chi appartiene qualcosa o con chi è in relazione. Le forme sono: mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro (e le forme al femminile e al plurale: mia, tuoi, sue, ecc.).

Si distinguono dall’omonimo pronome possessivo perché l’aggettivo accompagna un nome (“il mio libro”), mentre il pronome lo sostituisce (“il libro è mio”).

Eccezione importante con i nomi di parentela: con nomi di parentela al singolare non preceduti da aggettivi, l’articolo si omette: “mio padre, tua sorella, nostro figlio”. Con loro l’articolo si mantiene sempre: “il loro padre”. Al plurale l’articolo si usa sempre: “i miei fratelli”.

«La mia migliore amica ha perso il suo zaino.» mia = aggettivo possessivo, femminile, singolare, prima persona suo = aggettivo possessivo, maschile, singolare, terza persona singolare

Aggettivi Dimostrativi

Indicano la posizione nello spazio o nel tempo dell’elemento nominato rispetto a chi parla.

Questo/a/i/e: vicino a chi parla. “Questo libro è interessante.” (qui vicino a me) Quello/a/i/e: lontano da chi parla. “Quel libro è interessante.” (lì lontano) Codesto/a/i/e: vicino a chi ascolta (uso letterario/toscano, raro nel parlato moderno). “Codesto libro che tieni in mano.” Stesso/a/i/e e medesimo/a/i/e: indicano identità. “Ho letto lo stesso libro di te.”

«Quella ragazza e questo ragazzo sono fratelli.» quella = aggettivo dimostrativo, femminile, singolare questo = aggettivo dimostrativo, maschile, singolare

Aggettivi Indefiniti

Indicano il nome in modo vago e non preciso, senza specificarne quantità o identità con precisione.

Alcuni aggettivi indefiniti comuni: qualche (sempre singolare: qualche libro), alcuni/alcune (sempre plurale: alcuni libri), ogni (sempre singolare: ogni studente), nessuno/a (sempre singolare: nessun problema), tutto/a/i/e (tutto il giorno, tutti i giorni), ciascuno/a (ciascuno studente), parecchio/a/i/e, poco/a/i/e, molto/a/i/e, troppo/a/i/e, tanto/a/i/e, altrettanto/a/i/e, qualsiasi, qualunque, certo/a/i/e.

«Alcuni studenti hanno risposto a qualche domanda.» alcuni = aggettivo indefinito, maschile, plurale qualche = aggettivo indefinito, invariabile, singolare

Aggettivi Numerali

Indicano il numero o l’ordine preciso dell’elemento nominato.

Cardinali: indicano una quantità precisa. “Ho letto tre libri.” (un, due, tre, quattro…) Sono invariabili eccetto uno (con forme femminili e troncate: una, un’).

Ordinali: indicano l’ordine o la posizione. “Abito al primo piano.” (primo, secondo, terzo, quarto, quinto…) Concordano in genere e numero come gli aggettivi qualificativi.

Moltiplicativi: indicano quante volte una quantità è contenuta in un’altra. “Un appartamento doppio.” (doppio, triplo, quadruplo…)

Frazionari: indicano una frazione. “Una mezza pizza.” (mezzo, terzo, quarto…)

Collettivi: indicano un gruppo preciso. “Un centinaio di persone.” (paio, decina, dozzina, centinaio, migliaio…)

Aggettivi Interrogativi ed Esclamativi

Interrogativi: introducono una domanda diretta o indiretta riguardo al nome. “Quale libro preferisci?” / “Quanti studenti ci sono?” / “Che ora è?” Le forme sono: quale/i, quanto/a/i/e, che.

Esclamativi: introducono un’esclamazione. “Che bella giornata!” / “Quante persone!” Le forme sono le stesse degli interrogativi (che, quale, quanto) ma con valore esclamativo.

«Quale strada hai preso? Che traffico!» quale = aggettivo interrogativo, femminile, singolare che = aggettivo esclamativo, maschile, singolare

Schema Completo per l’Analisi Grammaticale dell’Aggettivo

Per fare l’analisi grammaticale completa di un aggettivo, indica nell’ordine:

1. Tipo: qualificativo / possessivo / dimostrativo / indefinito / numerale (cardinale, ordinale, ecc.) / interrogativo / esclamativo.

2. Struttura morfologica (solo per il qualificativo): primitivo / derivato / alterato (accrescitivo, diminutivo, vezzeggiativo, dispregiativo) / composto.

3. Grado (solo per il qualificativo): positivo / comparativo di maggioranza o minoranza o uguaglianza / superlativo relativo / superlativo assoluto.

4. Persona (solo per il possessivo): prima, seconda o terza persona singolare o plurale.

5. Genere: maschile / femminile.

6. Numero: singolare / plurale.

Esempi Completi di Analisi Grammaticale dell’Aggettivo

Frase: «Il mio vecchio professore è diventato il più famoso storico italiano.»

AggettivoAnalisi Grammaticale Completa
mioAggettivo possessivo, maschile, singolare, prima persona singolare
vecchioAggettivo qualificativo, maschile, singolare, primitivo, grado positivo
più famosoAggettivo qualificativo, maschile, singolare, primitivo, grado superlativo relativo
italianoAggettivo qualificativo, maschile, singolare, derivato (da Italia), grado positivo

Frase: «Tutti gli studenti hanno letto qualche libro e alcune poesie.»

AggettivoAnalisi Grammaticale Completa
tuttiAggettivo indefinito, maschile, plurale
qualcheAggettivo indefinito, invariabile, singolare
alcuneAggettivo indefinito, femminile, plurale

Domande Frequenti sugli Aggettivi

Se la parola accompagna direttamente un nome è un aggettivo. Se la parola sta da sola al posto di un nome è un pronome. “Questo libro” = aggettivo dimostrativo. “Voglio questo” = pronome dimostrativo. Per approfondire questa distinzione fondamentale, consulta la guida all’analisi grammaticale.

Sono superlativi assoluti di forma irregolare: ottimo = superlativo assoluto di buono, pessimo = superlativo assoluto di cattivo, massimo = superlativo assoluto di grande, minimo = superlativo assoluto di piccolo. Si analizzano come: aggettivo qualificativo, grado superlativo assoluto (forma irregolare).

Quando molto accompagna un nome è un aggettivo indefinito: “Ho letto molti libri” = molti è aggettivo indefinito, maschile, plurale. Quando molto accompagna un aggettivo o un avverbio è un avverbio: “È molto bravo” = molto è avverbio di quantità.

Sì. “Migliore” è la forma comparativa di maggioranza irregolare dell’aggettivo buono. Si analizza come: aggettivo qualificativo, genere (M o F), numero (sing. o pl.), grado comparativo di maggioranza (forma irregolare). Ha anche un superlativo relativo (il migliore) e un superlativo assoluto (ottimo oppure buonissimo).

“Ogni” è un aggettivo indefinito, invariabile (non cambia forma), sempre singolare. “Ogni studente deve studiare.” = ogni è aggettivo indefinito, invariabile, singolare.

Conclusione

Gli aggettivi italiani sono una categoria ricca e variegata. Gli aggettivi qualificativi richiedono di indicare struttura e grado; i determinativi richiedono di indicare il tipo specifico (possessivo, dimostrativo, indefinito, numerale, interrogativo o esclamativo). Il genere e il numero sono obbligatori per tutti.

Il punto critico da ricordare: un aggettivo qualificativo al grado superlativo assoluto in -issimo si analizza come derivato nella struttura morfologica, perché si forma aggiungendo il suffisso -issimo alla radice dell’aggettivo.

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