Metafora: Definizione, Significato, Tipi ed Esempi dalla Letteratura

La metafora trasferisce il significato di una parola a un campo semantico diverso senza un termine di paragone esplicito. Struttura: A è B. La similitudine dice A è come B. La metafora dice A è B, senza il come. Questo è il punto. Quella soppressione del termine di connessione è ciò che rende la metafora più densa, più immediata e più potente della similitudine.

Quando Dante scrive Nel mezzo del cammin di nostra vita non sta parlando di una strada: sta rendendo visibile l’intera parabola dell’esistenza umana in sei parole. Ecco cosa fa la metafora: comprime un universo di senso in un’immagine sola.

Cos’è la Metafora: Definizione

La metafora è una figura retorica che consiste nel trasferimento del significato di una parola o espressione dal suo campo semantico originario a un altro, basato su una somiglianza implicita tra i due.

Il termine viene dal greco metaphora, che significa trasferimento o trasporto. La parola viene spostata dal suo terreno nativo a un terreno nuovo, portando con sé tutto il bagaglio di associazioni del terreno di partenza.

Aristotele nella Poetica la definiva come trasposizione a una cosa del nome che appartiene a un’altra. Questa definizione è ancora la più precisa: la metafora non esplicita il confronto, lo esegue. Non dice questo è simile a quello. Dice questo è quello.

Definizione Semplice

In parole semplici: la metafora è quando usi una parola al posto di un’altra per creare un’immagine più potente. Dici il leone della battaglia invece di il guerriero coraggioso. Dici la vita è un viaggio invece di la vita assomiglia a un viaggio. L’identificazione diretta tra i due termini produce un effetto che la spiegazione non raggiunge mai.

I Due Tipi di Metafora

Metafora in Praesentia

Nella metafora in praesentia entrambi i termini del confronto sono presenti nel testo: il termine proprio, cioè ciò di cui si parla, e il termine figurato, cioè ciò a cui viene paragonato.

La vita è un viaggio: entrambi i termini vita e viaggio sono esplicitamente presenti. Il confronto è dichiarato nella struttura della frase.

Altri esempi di metafora in praesentia: Il tempo è denaro. Gli occhi sono stelle. La speranza è un’ancora. Il silenzio è oro.

Metafora in Absentia

Nella metafora in absentia il termine proprio è assente: nel testo compare solo il termine figurato, e il lettore deve ricostruire il termine di partenza dal contesto.

Quando Ungaretti scrive Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, le foglie sono i soldati, ma la parola soldati non compare mai. La metafora lavora per assenza. È la forma più potente e più difficile da decodificare, perché richiede al lettore di compiere un’operazione interpretativa autonoma.

Differenza tra Metafora e Similitudine

La differenza tra metafora e similitudine è uno dei punti più richiesti nelle verifiche di italiano. Non è solo questione di nomenclatura: i due meccanismi producono effetti diversi sul lettore.

La similitudine esplicita il paragone con un elemento di connessione: come, quale, simile a, pari a, alla maniera di. Il guerriero è forte come un leone. Il confronto è dichiarato, la distanza tra i due termini è mantenuta. La similitudine mostra il lavoro del paragone.

La metafora sopprime l’elemento di connessione e identifica direttamente i due termini. Il guerriero è un leone. Non c’è più distanza: i due termini si fondono. La metafora nasconde il lavoro del paragone, e questa è l’operazione che la rende più intensa.

CriterioSimilitudineMetafora
StrutturaA è come B, con termine di connessioneA è B, senza termine di connessione
Distanza tra i terminiMantenuta esplicitamenteSoppressa, i termini si identificano
Effetto sul lettoreChiarisce, illustra, spiegaSorprende, comprime, trasforma
Uso tipicoNarrativa didattica, prosa argomentativaPoesia, prosa letteraria alta

Esempi di Metafora Semplici

Metafore di uso comune nella lingua italiana: le gambe del tavolo, il collo della bottiglia, il cuore della città, il dente del monte, la bocca del fiume, il braccio del fiume, il piede della montagna.

Queste si chiamano metafore morte o metafore lessicalizzate: sono diventate così consuete da non essere più percepite come traslati. Non producono più sorpresa.

Metafore vive, cioè ancora percepite come tali: la vita è un campo di battaglia, il tempo è un ladro, le parole sono frecce, il cuore è una prigione, la mente è un oceano.

Esempi di Metafora dalla Letteratura Italiana

Dante Alighieri, Divina Commedia

Nel mezzo del cammin di nostra vita è la metafora fondante di tutta la Commedia: la vita come cammino, l’uomo come viandante, la crisi esistenziale come foresta oscura. La selva oscura non è una selva: è la condizione di peccato e perdita di orientamento morale. Ogni elemento del testo è metafora di qualcosa, costruendo un sistema allegorico coerente dall’inizio alla fine.

Giacomo Leopardi, I Canti

Leopardi usa la metafora con una sobrietà che ne potenzia l’effetto. Nel Sabato del Villaggio questa giovinezza è il dì che precede la festa: l’intera giovinezza viene trasformata in un giorno di attesa. Non c’è elemento di connessione: la giovinezza è il giorno di sabato. La metafora funziona perché il lettore riconosce la struttura giovinezza sta a vita come vespero sta a domenica.

Giuseppe Ungaretti, L’Allegria

Ungaretti porta la metafora alla sua essenza più pura. Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie è una metafora in absentia definitiva: tre parole per i soldati in trincea, assenti ma presenti in tutta la loro fragilità. L’allegria di naufragi come titolo originale della raccolta è una metafora in absentia: non si dice la vita è un naufragio di cui bisogna gioire, si dice semplicemente l’allegria del naufragio, e il lettore ricostruisce tutto.

Eugenio Montale, Ossi di Seppia

In Montale la metafora diventa correlativo oggettivo: non si descrive un’emozione, si descrive l’oggetto o la scena che quell’emozione produce. Il titolo stesso dell’opera è una metafora della condizione arida e fragile dell’esistenza moderna. La pietra, le reti, l’aridità mediterranea sono metafore di stati interiori mai dichiarati esplicitamente.

Metafora Viva e Metafora Morta

Non tutte le metafore si sentono come tali. Alcune sono diventate così consuete da non essere più percepite come traslati: le gambe del tavolo, il collo della bottiglia, il cuore della città. Queste si chiamano metafore morte o metafore lessicalizzate: hanno perso la forza di sorpresa dell’incrocio tra campi semantici.

Le metafore vive sono quelle che producono ancora sorpresa, che fanno sentire l’attrito tra il termine figurato e la realtà che designa. In analisi letteraria interessano quasi esclusivamente le metafore vive.

Il confine tra metafora viva e morta si sposta nel tempo: le metafore del linguaggio quotidiano erano metafore vive quando sono state create. I classici diventano classici anche perché le loro metafore rimangono vive secoli dopo la loro creazione.

Come Analizzare la Metafora in un Testo

Per analizzare correttamente una metafora in una verifica o nel tema procedi in questo ordine.

Primo: identificala. Quale parola o espressione è usata in senso non letterale? Qual è il campo semantico originario e qual è il campo a cui viene trasportata?

Secondo: nomina i due termini. Il tema, cioè ciò di cui si parla, e il veicolo, cioè l’immagine usata.

Terzo: spiega il trasferimento. Quali caratteristiche del veicolo vengono applicate al tema? Perché quelle caratteristiche specifiche e non altre?

Quarto: valuta l’effetto. Cosa guadagna il testo usando la metafora invece del termine letterale?

Esempio di analisi completa: In Nel mezzo del cammin di nostra vita la vita è metaforicamente un cammino, metafora in praesentia. Il veicolo cammino trasferisce al tema vita le caratteristiche di percorso lineare con inizio e fine, di possibilità di smarrimento, di orientamento necessario. Il mezzo del cammino suggerisce una vita a metà percorsa, con tanta strada davanti quanta se ne è lasciata alle spalle.

Per analizzare le figure retoriche in qualsiasi testo e verificarne la classificazione usa il nostro analizzatore grammaticale.

Metafora e Anafora: Differenza

La metafora e l’anafora sono due figure retoriche diverse che operano su livelli diversi del testo.

La metafora opera sul piano semantico: trasferisce il significato di una parola da un campo a un altro. Riguarda il significato delle parole.

L’anafora opera sul piano sintattico e fonico: consiste nella ripetizione della stessa parola o gruppo di parole all’inizio di versi o frasi consecutive. Riguarda la struttura e il suono del testo, non il significato. Per amor di Dio. Per amor di patria. Per amor di giustizia: qui per amor di è un’anafora.

Le due figure possono coesistere nello stesso testo: un’anafora può contenere al suo interno una metafora. La distinzione è quella tra dove e come opera la figura: sul significato (metafora) o sulla struttura e sulla ripetizione (anafora).

Per la guida completa sull’anafora con definizione, funzione ed esempi dalla letteratura italiana consulta la pagina dedicata.

Domande Frequenti

Cos’è una metafora in parole semplici?

La metafora è quando usi il nome di una cosa al posto di un’altra per creare un’immagine più forte. Invece di dire la vita assomiglia a un viaggio dici la vita è un viaggio. Invece di dire è coraggioso come un leone dici è un leone. Il risultato è più immediato, più potente e più memorabile.

Qual è la differenza tra metafora e similitudine?

La similitudine usa un termine di connessione esplicito come, quale, simile a: il guerriero è forte come un leone. La metafora elimina il termine di connessione e identifica direttamente i due termini: il guerriero è un leone. Struttura: similitudine è A come B, metafora è A è B.

Cos’è la metafora in praesentia?

La metafora in praesentia è quella in cui entrambi i termini del confronto, il tema e il veicolo, sono presenti nel testo. La vita è un viaggio: sia vita che viaggio compaiono esplicitamente. È la forma più riconoscibile di metafora.

Cos’è la metafora in absentia?

La metafora in absentia è quella in cui il termine proprio, cioè ciò di cui si parla realmente, è assente dal testo. Compare solo il termine figurato, e il lettore deve ricostruire il senso dal contesto. Esempio: Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie di Ungaretti, dove le foglie sono i soldati ma la parola soldati non compare mai.

Qual è l’etimologia della parola metafora?

Metafora viene dal greco antico metaphora, composto da meta (oltre, attraverso) e phero (portare, trasportare). Il significato letterale è trasferimento o trasporto. La parola descrive esattamente il meccanismo della figura: un significato viene trasportato da un campo semantico a un altro.

Cosa significa fuor di metafora?

Fuor di metafora è un’espressione idiomatica che significa parlando in modo letterale, senza immagini, senza giri di parole. Si usa quando si vuole precisare che si sta passando dal linguaggio figurato a quello diretto. Equivale a in parole povere o detto chiaramente.

Cos’è una metafora morta?

Una metafora morta è una metafora che, per l’uso ripetuto nel tempo, ha perso la sua forza originale di sorpresa e viene percepita come un’espressione normale della lingua. Le gambe del tavolo, il collo della bottiglia, il cuore della città sono metafore morte: nessuno le percepisce più come traslati, anche se lo sono.

La metafora è sempre consapevole?

No. La linguistica cognitiva ha dimostrato che il pensiero stesso è in gran parte metaforico: concettualizziamo il tempo come denaro (risparmiare tempo, perdere ore), le discussioni come guerre (attaccare una posizione, difendere la tesi). Le metafore concettuali strutturano il modo in cui pensiamo, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Come si riconosce una metafora in poesia?

In poesia la metafora si riconosce cercando parole usate in senso non letterale: un termine che appartiene a un campo semantico diverso da quello del contesto. Chiedi sempre: questa parola ha senso letteralmente qui? Se la risposta è no, probabilmente è una metafora. Poi identifica i due campi semantici: quello del termine usato e quello del soggetto reale di cui si parla.

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