Il Verbo: Analisi Grammaticale Completa con Esempi (2026)

Il verbo è la parte del discorso più complessa da analizzare. Non basta scrivere “verbo, presente, terza persona”: nell’analisi grammaticale completa del verbo bisogna indicare almeno otto informazioni distinte. Ogni informazione mancante è un errore.

Il verbo è la parte del discorso che esprime un’azione (correre, mangiare, scrivere), uno stato (essere, stare, sembrare) o un processo (crescere, fiorire, invecchiare). È una parte variabile: cambia forma in base al modo, al tempo, alla persona e al numero.

In questa guida trovi tutto ciò che serve per analizzare correttamente qualsiasi verbo italiano: le tre coniugazioni, i sette modi verbali, tutti i tempi, la forma e la transitività, con esempi pratici e la formula esatta da usare nell’analisi grammaticale.

Cosa Si Deve Indicare nell’Analisi Grammaticale del Verbo

Prima di entrare nei dettagli, ecco lo schema completo delle informazioni da indicare per ogni verbo:

InformazioneCosa Indicare
InfinitoLa forma base del verbo (es. mangiare, credere, dormire)
ConiugazionePrima (-are), seconda (-ere) o terza (-ire)
FormaAttiva, passiva, riflessiva o pronominale
TransitivitàTransitivo o intransitivo
ModoIndicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, participio o gerundio
TempoPresente, imperfetto, passato prossimo, ecc.
PersonaPrima, seconda o terza
NumeroSingolare o plurale

Per i modi indefiniti (infinito, participio, gerundio) non si indica persona e numero.

Le Tre Coniugazioni dei Verbi Italiani

I verbi italiani si dividono in tre coniugazioni in base alla desinenza dell’infinito.

Prima coniugazione (-are): amare, parlare, mangiare, camminare, studiare, lavorare. È la coniugazione più numerosa e produttiva: quasi tutti i nuovi verbi entrano in italiano con desinenza -are (googlare, chattare, postare).

Seconda coniugazione (-ere): credere, leggere, scrivere, vedere, mettere, correre. Comprende molti verbi irregolari importanti.

Terza coniugazione (-ire): finire, partire, dormire, sentire, capire, aprire. Si divide in due sottogruppi: verbi che inseriscono -isc- tra il tema e la desinenza (finire → finisco, finisci, finisce, finiscono) e verbi che non lo inseriscono (partire → parto, parti, parte, partono).

Esistono anche i verbi ausiliari essere e avere, che hanno una coniugazione propria (coniugazione propria) e servono a formare i tempi composti.

I Sette Modi Verbali Italiani

Il modo esprime l’atteggiamento del parlante rispetto all’azione: certezza, dubbio, possibilità, ordine. In italiano ci sono sette modi, divisi in finiti e indefiniti.

Modi Finiti (con Persona e Numero)

Indicativo: esprime fatti reali, certi o presentati come tali. È il modo della realtà oggettiva. “Marco studia ogni giorno.”

Congiuntivo: esprime incertezza, dubbio, desiderio, possibilità o un’azione nel contesto di un’opinione soggettiva. Si usa quasi sempre in proposizioni subordinate introdotte da che. “Credo che Marco studi.”

Condizionale: esprime un’azione condizionata al verificarsi di qualcos’altro, un desiderio, una richiesta cortese o un’azione ipotetica. “Studierei di più se avessi tempo.”

Imperativo: esprime un ordine, una richiesta, un invito o un divieto. Ha solo la seconda persona singolare e plurale nella forma affermativa. “Studia di più!”

Modi Indefiniti (senza Persona e Numero)

Infinito: è la forma base del verbo, quella con cui si trova nel dizionario. Ha un presente (amare) e un passato (avere amato). Si usa come nome (“Il mangiare troppo fa male”) o in frasi subordinate.

Participio: ha un presente (amante, studiante) e un passato (amato, studiato). Il participio passato è fondamentale per formare i tempi composti (ho mangiato, era partito) e la forma passiva (viene letto). Il participio presente si usa spesso come aggettivo (acqua corrente).

Gerundio: ha un presente (mangiando, studiando) e un passato (avendo mangiato, essendo partito). Esprime un’azione contemporanea o anteriore a quella del verbo principale. “Studiando ogni giorno, ho migliorato il mio italiano.”

Tutti i Tempi Verbali per Modo

Tempi dell’Indicativo

L’indicativo è il modo con più tempi: quattro semplici e quattro composti.

Tempi semplici: presente (mangio), imperfetto (mangiavo), passato remoto (mangiai), futuro semplice (mangerò).

Tempi composti: passato prossimo (ho mangiato), trapassato prossimo (avevo mangiato), trapassato remoto (ebbi mangiato), futuro anteriore (avrò mangiato).

Tempi del Congiuntivo

Tempi semplici: presente (che mangi), imperfetto (che mangiassi). Tempi composti: passato (che abbia mangiato), trapassato (che avessi mangiato).

Tempi del Condizionale

Presente: mangerei. Passato: avrei mangiato.

Tempi dell’Imperativo

Presente: mangia! (tu), mangiate! (voi). L’imperativo ha solo il presente.

Tempi dell’Infinito

Presente: mangiare. Passato: avere mangiato.

Tempi del Participio

Presente: mangiante. Passato: mangiato.

Tempi del Gerundio

Presente: mangiando. Passato: avendo mangiato.

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Forma del Verbo: Attiva, Passiva e Riflessiva

La forma indica il rapporto tra il soggetto e l’azione espressa dal verbo.

Forma Attiva

Nella forma attiva il soggetto compie l’azione: “Luca legge il libro.” Il soggetto (Luca) è l’agente dell’azione. La forma attiva è la più comune ed è quella di default nella coniugazione verbale.

Forma Passiva

Nella forma passiva il soggetto subisce l’azione compiuta da un agente esterno: “Il libro viene letto da Luca.” Il soggetto (il libro) è il paziente dell’azione. La forma passiva si costruisce con l’ausiliare essere o venire + participio passato. Solo i verbi transitivi possono avere la forma passiva.

Forma Riflessiva

Nella forma riflessiva il soggetto compie e subisce l’azione allo stesso tempo: “Luca si lava.” I verbi riflessivi si coniugano con i pronomi riflessivi mi, ti, si, ci, vi, si.

Si distinguono: riflessivi propri (l’azione ricade direttamente sul soggetto: lavarsi, vestirsi, pettinarsi), riflessivi reciproci (due soggetti compiono l’azione l’uno verso l’altro: salutarsi, abbracciarsi, vedersi) e verbi pronominali (verbi che richiedono il pronome riflessivo senza un significato riflessivo vero e proprio: accorgersi, pentirsi, arrabbiarsi).

Forma Impersonale

Alcuni verbi si usano solo alla terza persona singolare senza soggetto reale: “Piove.”, “Si mangia bene qui.”, “Bisogna studiare.” Nella forma impersonale non si indica persona.

Transitività: Transitivo vs Intransitivo

La transitività indica se il verbo può o meno avere un oggetto diretto (complemento oggetto).

Un verbo è transitivo quando l’azione passa (transitare) dal soggetto a un oggetto diretto: “Marco legge il libro.” (il libro è il complemento oggetto diretto). I verbi transitivi possono essere usati alla forma passiva.

Un verbo è intransitivo quando l’azione non passa a un oggetto diretto: “Marco corre.”, “Il sole splende.”, “Luca dorme.” I verbi intransitivi non possono avere la forma passiva.

Attenzione: alcuni verbi possono essere sia transitivi sia intransitivi a seconda del contesto. “Correre” è intransitivo in “Marco corre” ma transitivo in “Marco corre un pericolo”.

L’ausiliare dei tempi composti è collegato alla transitività: i verbi transitivi usano generalmente avere (“ho mangiato, ho letto”), mentre molti verbi intransitivi usano essere (“sono partito, sono arrivato”). Ci sono eccezioni importanti.

Formula Completa per l’Analisi Grammaticale del Verbo

La formula da usare nell’analisi grammaticale è:

Voce del verbo [INFINITO], [CONIUGAZIONE] coniugazione, forma [FORMA], [TRANSITIVITÀ], modo [MODO], tempo [TEMPO], [PERSONA] persona [NUMERO].

Per i modi indefiniti (infinito, participio, gerundio) si omette la persona e il numero.

Esempi Completi di Analisi Grammaticale del Verbo

Frase 1: «I bambini stavano giocando nel parco quando ha cominciato a piovere.»

VerboAnalisi Grammaticale Completa
stavano giocandoVoce del verbo giocare, prima coniugazione, forma attiva, intransitivo, modo indicativo, tempo imperfetto progressivo, terza persona plurale
ha cominciatoVoce del verbo cominciare, prima coniugazione, forma attiva, transitivo, modo indicativo, tempo passato prossimo, terza persona singolare
piovereVoce del verbo piovere, seconda coniugazione, forma impersonale, modo infinito, tempo presente

Frase 2: «Il libro viene letto da tutti gli studenti della classe.»

VerboAnalisi Grammaticale Completa
viene lettoVoce del verbo leggere, seconda coniugazione, forma passiva, transitivo, modo indicativo, tempo presente, terza persona singolare

Frase 3: «Avendo studiato tutta la notte, si è addormentata durante l’esame.»

VerboAnalisi Grammaticale Completa
avendo studiatoVoce del verbo studiare, prima coniugazione, forma attiva, transitivo, modo gerundio, tempo passato
si è addormentataVoce del verbo addormentarsi, prima coniugazione, forma riflessiva propria, intransitivo pronominale, modo indicativo, tempo passato prossimo, terza persona singolare

Frase 4: «Se avessi più tempo, viaggerei ogni mese.»

VerboAnalisi Grammaticale Completa
avessiVoce del verbo avere, coniugazione propria, forma attiva, transitivo, modo congiuntivo, tempo imperfetto, prima persona singolare
viaggereiVoce del verbo viaggiare, prima coniugazione, forma attiva, intransitivo, modo condizionale, tempo presente, prima persona singolare

Domande Frequenti sul Verbo

Bisogna indicare: infinito, coniugazione, forma, transitività, modo, tempo, persona e numero. Per i modi indefiniti (infinito, participio, gerundio) si omette persona e numero. Ogni informazione mancante è considerata un errore nell’analisi scolastica.

Basta guardare la desinenza dell’infinito: -are = prima coniugazione, -ere = seconda coniugazione, -ire = terza coniugazione. Per essere e avere si indica “coniugazione propria”.

Il passato prossimo (ho mangiato) indica un’azione passata percepita come vicina al presente o con effetti ancora rilevanti nel presente. Il passato remoto (mangiai) indica un’azione passata percepita come definitivamente conclusa e lontana nel tempo. L’uso varia anche geograficamente: al Nord Italia si tende a usare il passato prossimo per tutto, al Centro-Sud si usa anche il passato remoto per azioni recenti.

I tempi composti (passato prossimo, trapassato, ecc.) si formano con ausiliare + participio passato. Nell’analisi grammaticale si analizzano insieme come un’unica voce verbale, non separatamente. “Ho mangiato” è un’unica voce, non due parole distinte.

Il participio passato è usato come verbo quando forma un tempo composto (“ha mangiato”) o la forma passiva (“viene letto”). È usato come aggettivo quando accompagna un nome concordando con esso (“una porta aperta”, “i libri letti”). Consulta la guida all’analisi grammaticale per approfondire i casi ambigui.

Conclusione

Il verbo è la parte del discorso più ricca di informazioni morfologiche e la più importante per la struttura della frase. Padroneggiare la sua analisi grammaticale richiede di conoscere le coniugazioni, i modi, i tempi, le forme e la transitività.

La chiave è la pratica: più frasi analizzi, più diventa automatico riconoscere modo, tempo e forma di ogni verbo. Inizia con verbi regolari della prima coniugazione e poi espanditi ai verbi irregolari e ai tempi composti.

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Ultima revisione: Maggio 2026. Fonte di riferimento: Enciclopedia Treccani dell’Italiano, voce “Verbo”.

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