Interiezioni Italiane, Proprie, Improprie, Locuzioni ed Esempi

Ah. Ahi. Boh. Mamma mia. Silenzio. Bau. Parole diverse, funzione identica: esprimono qualcosa prima ancora che il cervello abbia costruito una frase. L’interiezione è la parte del discorso più istintiva della lingua italiana, un enunciato autonomo in una sola parola che non si declina, non si coniuga e non cambia mai forma.

In italiano si dividono in quattro tipi: proprie, improprie, locuzioni interiettive e onomatopee. Per capire come l’interiezione si inserisce nel sistema completo della grammatica, consulta la guida alle 9 parti del discorso.

Che Cos’è l’Interiezione

L’interiezione esprime uno stato emotivo improvviso, una sensazione fisica, un giudizio spontaneo, oppure serve a richiamare l’attenzione di qualcuno. Tre caratteristiche la distinguono dalle altre parti del discorso: è invariabile (ah resta ah per chiunque, in ogni contesto); ha valore di frase intera (boh equivale a non lo so, ahi a mi fa male); ed è sempre espressiva o conativa, cioè rivolta a comunicare un’emozione o a richiamare l’interlocutore.

Può trovarsi all’inizio (Ah, non sapevo!), al centro (Questo, beh, è complicato) o alla fine della frase (Ci siamo riusciti, evviva!), quasi sempre isolata da una virgola o chiusa da un punto esclamativo.

I Quattro Tipi di Interiezione

Ogni interiezione italiana rientra in una di queste quattro categorie:

TipoCaratteristicaEsempi
PropriaUsata esclusivamente come interiezioneah, oh, ahi, boh, mah, evviva, urrà
ImpropriaParola di un’altra categoria usata in funzione esclamativasilenzio!, bravo!, dai!, aiuto!
Locuzione interiettivaGruppo di parole con funzione esclamativamamma mia!, per carità!, meno male!
OnomatopeaParola che imita un suono realebum!, splash!, toc toc!, miao!

Le Interiezioni Proprie per Emozione

Le proprie non svolgono altra funzione grammaticale al di fuori dell’esclamazione, e si raggruppano per emozione espressa:

EmozioneInteriezioni
Sorpresaah!, oh!, uh!, mah!
Dolore fisico o moraleahi!, ahia!, ahimè!
Gioiaevviva!, urrà!
Disgustobleah!, bah!, puah!
Indifferenzaboh!, mah!, beh
Sollievouff!, ah!
Pauraoddio!, o mamma!
Richiamoehi!, dai!, olà!

Vale la pena distinguere ahi da ahimè: il primo esprime dolore fisico immediato (Ahi! Mi sono fatto male al ginocchio), il secondo dolore morale o rassegnazione (Ahimè, non c’è più niente da fare).

Le Interiezioni Improprie

Le improprie sono parole che normalmente appartengono ad altre categorie grammaticali, ma che in un contesto esclamativo perdono il significato letterale e assumono valore puramente espressivo.

ParolaCategoria di origineValore esclamativo
Silenzio!NomeComando
Aiuto!, Coraggio!NomeRichiesta, incoraggiamento
Bravo!, Bello!AggettivoApprovazione, apprezzamento
Dai!, Su!VerboIncoraggiamento, invito
Avanti!, Via!AvverbioInvito a procedere

Nella frase Silenzio! Bravo, ora senti: coraggio, dai!, silenzio si analizza come interiezione impropria da nome, bravo come interiezione impropria da aggettivo, e dai come interiezione impropria da verbo (dare), tutte invariabili.

Locuzioni Interiettive e Onomatopee

Le locuzioni interiettive sono gruppi di due o più parole che insieme funzionano come un’interiezione, e si analizzano come un’unica unità: mamma mia! (sorpresa), per carità! (rifiuto), meno male! (sollievo), che peccato! (dispiacere), magari! (desiderio), figurati! (minimizzazione).

Le onomatopee imitano un suono reale e sono altrettanto invariabili: miao, bau e chicchiricchì per gli animali; bum, splash e toc toc per suoni fisici; brrr e ssst per suoni umani. In Toc toc! Chi c’è? Bau bau!, sia toc toc sia bau bau si analizzano come onomatopea, invariabile.

Come Analizzare un’Interiezione

Indica sempre, in ordine: il tipo (propria, impropria, locuzione o onomatopea); il valore emotivo espresso (dolore, gioia, sorpresa, sollievo, incoraggiamento); e, solo per le improprie, la categoria grammaticale di origine (da nome, da aggettivo, da verbo).

Per analizzare qualsiasi frase parola per parola, usa il nostro analizzatore grammaticale.

Domande Frequenti

Qual è la differenza tra interiezione propria e impropria?

La propria è usata esclusivamente come interiezione, come ah, oh o boh. L’impropria è una parola di un’altra categoria, un nome come silenzio o un verbo come dai, che in contesto esclamativo perde il significato letterale.

Come si analizza grammaticalmente ahimè?

Come interiezione propria che esprime dolore morale o rassegnazione, invariabile: da non confondere con ahi, che esprime dolore fisico immediato.

Le onomatopee sono sempre interiezioni?

Solo quando hanno funzione esclamativa, come in Bum! È caduto tutto. Alcune entrano anche nel lessico come nomi o verbi regolari, per esempio il ticchettio dell’orologio, e in quel caso non sono più interiezioni.

Sì e no sono interiezioni o avverbi?

Nell’analisi grammaticale tradizionale italiana si classificano come avverbi di affermazione e negazione, non come interiezioni.

L’interiezione va sempre seguita dal punto esclamativo?

No. Le emozioni forti sono di solito seguite dal punto esclamativo, mentre dubbio e incertezza prendono la virgola o i puntini di sospensione, come in Boh, non lo so.

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