Domande Frequenti sull’Analisi Grammaticale
Ci sono parole che in italiano cambiano “identità” a seconda di dove le metti nella frase, e sono proprio queste a mandare in crisi chi fa i compiti di analisi grammaticale. Questa pagina raccoglie le 30 domande più cercate su queste parole ambigue, con la classificazione giusta e un esempio per ciascuna. È pensata per chi va dalla terza elementare alla terza media, per i genitori che aiutano con i compiti la sera, e per chi ripassa in vista di una verifica o delle prove INVALSI.
Se hai una frase intera da analizzare parola per parola, l’analizzatore grammaticale lo fa in automatico in pochi secondi.
Le 10 Parole Ambigue più Cercate
Che cos’è “che” in analisi grammaticale?
Dipende da cosa introduce. Se collega due proposizioni e sostituisce un nome già detto, è pronome relativo (il libro che leggo, dove “che” sta per “il libro”). Se introduce semplicemente una frase secondaria senza sostituire nulla, è congiunzione subordinante (so che verrai). Nelle esclamazioni diventa aggettivo (che bella giornata!), e nelle domande dirette pronome interrogativo (che vuoi?). Il trucco per non sbagliare: prova a togliere il “che” e a rimetterlo con il nome per esteso. Se la frase ha ancora senso, è pronome relativo.
Come si analizza “come” in analisi grammaticale?
Nella maggior parte delle frasi risponde alla domanda “in che modo?” ed è avverbio di modo (canta come un angelo). Quando invece introduce un paragone tra due elementi diventa congiunzione comparativa (è bravo come suo padre). Nelle domande e nelle esclamazioni è avverbio interrogativo-esclamativo (come stai? come sei cresciuto!).
“Quando” in analisi grammaticale: congiunzione o avverbio?
Se collega due proposizioni indicando un rapporto temporale tra loro, “quando” è congiunzione subordinante temporale (leggo quando aspetto l’autobus). Nelle domande, dirette o indirette, diventa avverbio interrogativo (quando arrivi? non so quando arrivi).
Perché in analisi grammaticale è congiunzione o avverbio?
Qui le possibilità sono quattro, ed è la parola più insidiosa di questa lista. Come congiunzione causale introduce una causa e vuole l’indicativo (non esco perché piove). Come congiunzione finale introduce uno scopo e vuole il congiuntivo (studio perché tu impari, cioè “affinché tu impari”). Come avverbio interrogativo apre una domanda (perché piangi?). Preceduto da un articolo diventa invece un sostantivo maschile invariabile (il perché di questa scelta).
“Non” che parte del discorso è?
Questa è l’unica di tutta la lista che non cambia mai: “non” è sempre avverbio di negazione, invariabile, e si mette prima del verbo o della parola che nega (non vengo, non oggi).
Che cos’è “la” in analisi grammaticale?
Due sole possibilità. Se precede un nome è articolo determinativo femminile singolare (la casa). Se lo sostituisce, riferendosi a qualcosa già nominato, è pronome personale complemento oggetto di terza persona femminile (la vedo, dove “la” sta per “Maria”).
“Nel” che cos’è in analisi grammaticale?
Sempre preposizione articolata, nata dall’unione di “in” e “il” (nel giardino = in + il giardino). In verifica va sempre scomposta nei due elementi che la formano.
“Di” in analisi grammaticale: preposizione semplice o articolata?
Da sola, come preposizione semplice, indica possesso, argomento, materia o provenienza (il libro di Marco, parlo di sport, un anello d’oro). Fusa con un articolo diventa preposizione articolata: del, dello, della, dei.
“Più” in analisi grammaticale cos’è?
Cambia in base al ruolo nella frase. Se modifica un verbo o costruisce un comparativo è avverbio di quantità (studia più di me). Se accompagna direttamente un nome è aggettivo indefinito invariabile (voglio più tempo).
Che cos’è “molto” nell’analisi grammaticale?
Se accompagna un nome e concorda con esso in genere e numero, è aggettivo indefinito (molti libri, molta pazienza). Se invece modifica un verbo, un aggettivo o un altro avverbio resta invariabile ed è avverbio (studia molto, è molto bravo).
Articoli e Preposizioni: le Domande più Comuni
Presi da soli sembrano scontati, ma articoli e preposizioni semplici o articolate sono tra gli errori più frequenti nelle verifiche perché si confondono facilmente tra loro.
“Al” in analisi grammaticale è una preposizione articolata?
Sì, sempre: nasce dalla fusione di “a” con l’articolo “il” (al mare = a + il mare).
Che cos’è “in” nell’analisi grammaticale?
Preposizione semplice che indica stato in luogo, moto a luogo o tempo (vivo in Italia, vado in centro, nasce in inverno). Non si fonde mai da sola con un articolo: quando serve, diventa “nel”, “nella”, ecc.
“Con” che parte del discorso è?
Preposizione semplice che introduce compagnia, mezzo o modo (esco con gli amici, taglio con le forbici, parla con calma).
Che cos’è “a” in analisi grammaticale?
Preposizione semplice che indica moto a luogo, termine o tempo (vado a scuola, do il libro a Marco, arrivo alle otto).
“Per” in analisi grammaticale cos’è?
Preposizione semplice che introduce scopo, causa, mezzo o moto attraverso un luogo (studio per imparare, passo per il parco).
Che cos’è “dei” in analisi grammaticale?
Fusione di “di” con l’articolo plurale “i”, quindi preposizione articolata (i libri dei ragazzi). Con valore partitivo può anche introdurre una quantità indefinita (mangio dei biscotti).
“Un” in analisi grammaticale è articolo o pronome?
Articolo indeterminativo maschile singolare, usato davanti a nomi maschili che iniziano per consonante o vocale (un libro, un amico).
Che cos’è “il” in analisi grammaticale?
Articolo determinativo maschile singolare, davanti a nomi maschili con iniziale consonantica (il gatto, il tavolo).
Pronomi e Congiunzioni
Queste parole o sostituiscono un nome o collegano due proposizioni, e la loro categoria dipende sempre da cosa fanno nella frase specifica, non dalla parola isolata.
“Mi” che funzione ha in analisi grammaticale?
Pronome personale di prima persona singolare, con tre valori possibili: complemento oggetto (mi vedi), complemento di termine (mi dai una mano), oppure valore riflessivo (mi lavo).
Che cos’è “tutti” in analisi grammaticale?
Se accompagna un nome è aggettivo indefinito (tutti i ragazzi). Se lo sostituisce direttamente, senza nome vicino, è pronome indefinito (sono venuti tutti).
“Ma” è sempre una congiunzione?
Sì: collega due elementi in contrapposizione ed è congiunzione coordinante avversativa (vorrei uscire, ma piove).
“Se” in analisi grammaticale: congiunzione o pronome?
Quando introduce una condizione è congiunzione ipotetica (se piove, resto a casa). Nell’espressione fissa “se stesso” diventa invece pronome riflessivo di terza persona (pensa solo a se stesso).
Che cos’è “e” in analisi grammaticale?
Congiunzione coordinante copulativa: unisce due elementi dello stesso tipo (Marco e Luca, mangio e bevo).
“Chi” in analisi grammaticale è pronome relativo o interrogativo?
Nelle frasi con valore di “colui che” è pronome relativo indefinito (chi studia impara). Nelle domande, dirette o indirette, diventa pronome interrogativo (chi sei? dimmi chi sei).
“Ogni” cambia mai forma in analisi grammaticale?
No: resta sempre invariabile e al singolare, anche quando ha valore distributivo. È un aggettivo indefinito (ogni giorno, ogni studente).
Che cos’è “loro” in analisi grammaticale?
Se sostituisce un nome è pronome personale di terza persona plurale (do il libro a loro). Se esprime appartenenza diventa aggettivo o pronome possessivo (la loro casa, questa casa è loro).
Avverbi e Interrogativi
Modificano un verbo o un aggettivo, oppure aprono una domanda diretta o indiretta: spesso la stessa parola fa entrambe le cose in frasi diverse.
“Dove” in analisi grammaticale cos’è?
Con funzione relativa collega due proposizioni indicando un luogo ed è avverbio di luogo (vado dove vuoi tu). Nelle domande diventa avverbio interrogativo (dove vai?).
Che cos’è “quanto” nell’analisi grammaticale?
Se modifica un verbo è avverbio interrogativo-esclamativo di quantità (quanto costa? quanto piove!). Se si riferisce a un nome è invece aggettivo o pronome interrogativo-esclamativo (quanto tempo hai? quanti ne vuoi?).
“Quale” in analisi grammaticale è sempre interrogativo?
Nelle domande di scelta sì, come aggettivo o pronome interrogativo (quale libro preferisci? quale scegli?). Nella forma “il quale” diventa invece aggettivo o pronome relativo (il ragazzo, il quale studia sempre).
Che cos’è “questo” in analisi grammaticale?
Se accompagna un nome indicando vicinanza è aggettivo dimostrativo (questo libro). Se lo sostituisce è pronome dimostrativo (questo mi piace).
Approfondisci
Per una visione d’insieme di tutte le categorie grammaticali italiane, non solo delle parole ambigue, la guida sulle 9 parti del discorso copre ogni classe in dettaglio. Se invece ti serve capire il ruolo sintattico di queste stesse parole dentro la frase, cioè soggetto, complemento o predicato, e non solo la loro categoria isolata, usa il nostro analizzatore di analisi logica. Per esercitarti sulle forme verbali che spesso accompagnano queste parole ambigue, trovi tutto nella coniugazione dei verbi.
