Non in Analisi Grammaticale: Avverbio di Negazione, Sempre
Non in analisi grammaticale è sempre un avverbio di negazione, invariabile. A differenza di che, perché o quando, che cambiano categoria secondo la frase, non resta uguale in ogni posizione e in ogni contesto. L’unica eccezione è quando fa parte di una locuzione, come non appena.
Nel compito scrivi: non = avverbio di negazione, invariabile.
Analisi grammaticale completa di non
| Parola | Parte del discorso | Tipo | Proprietà |
|---|---|---|---|
| non | Avverbio | di negazione | invariabile: non cambia mai forma |
E il grado? Non non ha gradi: non esistono forme come «più non» o «nonissimo». Per questo la maggior parte dei libri chiede solo «avverbio di negazione, invariabile». Se il tuo insegnante vuole il grado per tutti gli avverbi, scrivi «grado positivo».
Dove si mette non: posizione e regole
Non si mette subito prima della parola che nega.
- Tempi semplici: subito prima del verbo. Non mangio, non dormiva, non partirà, non studiare.
- Tempi composti: prima dell’ausiliare. Non ho mangiato (non «ho non mangiato»).
- Con i pronomi atoni: non va prima del pronome. Non mi alzo, non lo so, non si è vestita, non ti preoccupare.
Non davanti ad aggettivi e avverbi
Non può negare anche parole che non sono verbi. L’analisi resta la stessa: avverbio di negazione, invariabile.
- Con un aggettivo: una risposta non corretta, un comportamento non accettabile.
- Con un avverbio: non ancora, non sempre, non abbastanza.
Attenzione a non confonderlo con il prefisso in- (im-, ir-, il-), che fa parte della parola: inaccettabile è una sola parola, senza avverbio.
La doppia negazione: non + mai, niente, nessuno
In italiano due negazioni nella stessa frase non si annullano: insieme mantengono il significato negativo. Non è un errore, è la regola.
- Non mangio mai la carne.
- Non ho visto niente.
- Non è venuto nessuno.
- Non vado più in piscina.
Non sta prima del verbo; mai, niente, nessuno, più vengono dopo. Se nessuno o niente vanno prima del verbo, non sparisce: «Nessuno è venuto», «Niente è cambiato».
In «Non vedo nessuno»: non = avverbio di negazione, invariabile; nessuno = pronome indefinito, maschile, singolare.
Non e no: la differenza
Sono entrambi avverbi di negazione, ma non si possono scambiare.
| Avverbio | Come si usa | Esempi |
|---|---|---|
| non | sempre insieme a un’altra parola (verbo, aggettivo, avverbio) | Non parto. Non è contento. Non ancora. |
| no | da solo, come risposta o negazione autonoma | Vieni? No. Ha detto di no. |
Non può rispondere da solo: alla domanda «Vieni?» si risponde «No». E no non può stare prima di un verbo: si dice «Non mangio», non «No mangio».
Con l’articolo davanti, no diventa un nome: «un no deciso», «il no del sindaco». Non non diventa mai un nome.
Non appena: quando non fa parte di una locuzione
In «Non appena arrivò, ci salutò», non appena vale «subito dopo che» e non nega niente. Si analizza come un’unica unità: locuzione congiuntiva subordinante temporale, invariabile. Non va diviso in non + appena.
Lo stesso vale per la coppia correlativa non solo… ma anche («Non solo studia, ma anche lavora»), da analizzare come locuzione congiuntiva coordinante. Le altre locuzioni sono nella guida alle congiunzioni coordinanti e subordinanti.
La famiglia degli avverbi di negazione
| Avverbio | Uso | Esempio |
|---|---|---|
| non | nega una parola della frase | Non parto. |
| no | negazione autonoma, risposta | Parti? No. |
| mai | negazione di tempo (in nessun momento) | Non mangio mai la carne. |
| mica | negazione enfatica, colloquiale | Non sono mica stanco. |
| nemmeno, neanche, neppure | negazione che aggiunge | Non lo sapevo neanche io. |
| affatto | rafforza la negazione | Non mi interessa affatto. |
Tutti si analizzano come avverbio di negazione, invariabile. Per gli altri tipi di avverbio (di modo, di tempo, di luogo) leggi la guida sugli avverbi italiani.
I 3 errori più frequenti nelle verifiche
- Cercare un’altra categoria per non. Sapendo che che e perché cambiano, molti pensano che anche non possa farlo. Non resta sempre avverbio di negazione.
- Dividere non appena. È una locuzione congiuntiva temporale: va analizzata tutta insieme.
- Confondere non e no. Non accompagna sempre un’altra parola; no sta da solo.
Come scriverlo nel compito
- non = avverbio di negazione, invariabile.
- non appena = locuzione congiuntiva subordinante temporale, invariabile.
- no = avverbio di negazione, invariabile (con l’articolo: nome comune, maschile).
Per controllare una frase con non parola per parola usa l’analizzatore grammaticale online.
Domande frequenti
Non può essere un’altra parte del discorso?
No. Nell’italiano standard non è sempre avverbio di negazione. Fa eccezione solo dentro le locuzioni, come non appena.
Come si analizza non in «non appena arrivò»?
Non appena si analizza tutto insieme: locuzione congiuntiva subordinante temporale, invariabile.
Qual è la differenza tra non e no in analisi grammaticale?
Non accompagna sempre un verbo, un aggettivo o un avverbio. No è autonomo, si usa come risposta e con l’articolo può diventare un nome.
Come si analizza non ancora?
Sono due parole: non = avverbio di negazione, invariabile; ancora = avverbio di tempo, invariabile.
Bisogna scrivere il grado di non?
Di solito no, perché non non ha gradi: basta «invariabile». Se l’insegnante lo chiede per tutti gli avverbi, scrivi «grado positivo».
Altre parole che creano dubbi?
Che, perché, come, quando e si cambiano categoria secondo la frase: le trovi nelle domande frequenti sull’analisi grammaticale.
