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ParolaFunzione logicaProprietà morfologiche

Cos’è l’analisi logica

L’analisi logica è il procedimento sintattico con cui si identifica la funzione di ogni elemento di una frase italiana. A differenza dell’analisi grammaticale, che classifica ogni singola parola per categoria morfologica, l’analisi logica considera i sintagmi, ovvero i gruppi di parole che nella frase svolgono un ruolo preciso: soggetto, predicato, complemento oggetto, complemento di termine e così via.

La domanda fondamentale dell’analisi logica è sempre una sola: «che funzione svolge questo elemento nella frase?». La risposta è una categoria sintattica, non morfologica. La stessa parola mantiene sempre la stessa categoria grammaticale ma cambia funzione logica a seconda della frase in cui compare.

Nel programma scolastico italiano l’analisi logica viene introdotta in quarta elementare, approfondita nella scuola secondaria di primo grado e costituisce una delle competenze principali valutate nelle prove INVALSI di italiano in terza media, secondo le Indicazioni Nazionali per il Curricolo del MIUR.

Analisi logica e analisi grammaticale: la differenza essenziale

L’analisi grammaticale risponde alla domanda «che tipo di parola è questa?» e classifica ogni parola per categoria morfologica: nome, articolo, aggettivo, pronome, verbo, avverbio, preposizione, congiunzione, interiezione. Le due analisi si eseguono in sequenza: prima la grammaticale, poi la logica.

L’analisi logica risponde invece alla domanda «che funzione svolge questo elemento nella frase?» e identifica soggetto, predicato e complementi.

Nella frase «Il bambino mangia la mela»: bambino è grammaticalmente un nome comune di persona, concreto, primitivo, maschile singolare; logicamente è il soggetto. Mela è grammaticalmente un nome comune di cosa, concreto, primitivo, femminile singolare; logicamente è il complemento oggetto. La categoria grammaticale non cambia mai, la funzione logica cambia a seconda della frase.

Il nucleo della frase: soggetto e predicato

Ogni frase italiana è costruita attorno a due elementi fondamentali: il soggetto e il predicato. Identificarli correttamente è sempre il primo passo dell’analisi logica.

Il predicato verbale e il predicato nominale

Il predicato è il centro semantico della frase. Esistono due tipi distinti.

Il predicato verbale è formato da un verbo di significato autonomo che indica un’azione, uno stato o un evento: Marco corre, la pianta cresce, il treno è partito in orario. Fanno parte del predicato verbale anche i verbi servili (dovere, potere, volere) uniti all’infinito: devo studiare, vuole partire. Per la coniugazione completa di questi verbi usa il nostro coniugatore di verbi italiani.

Il predicato nominale si forma quando il verbo essere non ha senso compiuto da solo e si unisce a un nome o aggettivo: Luca è stanco. Il verbo essere si chiama copula; la parte nominale si chiama nome del predicato.

Test infallibile: se essere può essere sostituito da sembrare, diventare o risultare senza cambiare il senso della frase, è predicato nominale. Se invece essere significa esistere, trovarsi o appartenere, è predicato verbale: «c’è un problema», «sono a Roma», «la penna è di Mario».

Il soggetto e la regola dell’accordo

La regola corretta per identificare il soggetto è l’accordo morfologico: il soggetto è il sintagma nominale che concorda obbligatoriamente in persona e numero con il predicato verbale.

Il soggetto può essere esplicito (il bambino gioca), sottinteso ([noi] andiamo a scuola, desumibile dalla desinenza verbale), o assente nei verbi impersonali e meteorologici: piove, nevica, bisogna studiare.

Attributo e apposizione

L’attributo è sempre un aggettivo che si unisce a un nome per qualificarlo: «Lo stanco Claudio è tornato» stanco è attributo del soggetto.

L’apposizione è sempre un sostantivo che si affianca a un altro nome per definirlo meglio: «Il fiume Po è in piena» Po è apposizione del soggetto. La regola non sbaglia mai: aggettivo = attributo, sostantivo = apposizione.

Come fare l’analisi logica: metodo in 4 passi

Passo 1: trova il verbo

Il verbo è il punto di partenza di ogni analisi logica. Chiediti quale azione o stato esprime la frase. In «Marco mangia una mela» il verbo è mangia.

Passo 2: individua il soggetto

Chiediti chi concorda con il verbo in persona e numero. In «Marco mangia una mela» chi mangia? Marco è il soggetto, 3ª persona singolare, concorda con mangia.

Passo 3: cerca il complemento oggetto

Chiediti che cosa o chi riceve direttamente l’azione, senza preposizione. In «Marco mangia una mela» che cosa mangia? Una mela è il complemento oggetto.

Passo 4: identifica i complementi indiretti

Dopo aver trovato soggetto, predicato e complemento oggetto, analizza gli elementi rimanenti. Ogni complemento risponde a una domanda precisa: dove, quando, come, perché, con chi, con quale mezzo e così via.

Esempi completi di analisi logica svolta

Esempio 1: frase semplice con attributo e complemento di termine

Frase: «La professoressa spiega la nuova lezione agli alunni.»

ElementoFunzione logicaCome si riconosce
La professoressaSoggettoConcorda con spiega, 3ª persona singolare
spiegaPredicato verbaleVoce di spiegare, verbo transitivo attivo
la nuova lezioneComplemento oggettoRisponde a che cosa? senza preposizione
nuovaAttributo del complemento oggettoAggettivo che modifica lezione
agli alunniComplemento di termineRisponde a a chi?, introdotto da a

Esempio 2: predicato nominale e soggetto sottinteso

Frase: «Siete stati molto fortunati durante il viaggio.»

ElementoFunzione logicaCome si riconosce
(Voi)Soggetto sottintesoDesumibile dalla desinenza verbale
siete stati fortunatiPredicato nominalesiete stati = copula, fortunati = nome del predicato
moltoAttributo del predicato nominaleModifica fortunati
durante il viaggioComplemento di tempo continuatoRisponde a per quanto tempo?

Esempio 3: frase passiva con causa efficiente

Frase: «L’antico albero del parco è stato abbattuto dal fulmine.»

ElementoFunzione logicaCome si riconosce
L’antico alberoSoggetto pazienteSubisce l’azione nella forma passiva
anticoAttributo del soggettoAggettivo che modifica albero
del parcoComplemento di specificazioneRisponde a di che cosa?
è stato abbattutoPredicato verbale passivoVoce passiva di abbattere
dal fulmineComplemento di causa efficienteEntità inanimata in frase passiva, introdotto da da

Esempio 4: verbo trivalente con nucleo completo

Frase: «La zia ha regalato la bicicletta al nipote ieri pomeriggio.»

ElementoFunzione logicaNota
La ziaSoggettoArgomento obbligatorio del verbo
ha regalatoPredicato verbaleVerbo trivalente, motore della frase
la biciclettaComplemento oggettoArgomento obbligatorio del verbo
al nipoteComplemento di termineArgomento obbligatorio del verbo
ieri pomeriggioComplemento di tempo determinatoEspansione, eliminabile senza perdita di senso

Regalare è trivalente: richiede tre argomenti obbligatori (chi regala, cosa regala, a chi regala). Ieri pomeriggio è un’espansione: si può eliminare senza che la frase perda senso compiuto.

Esempio 5: complemento oggetto partitivo e attributo

Frase: «Marcella ha dato loro istruzioni molto precise e degli utili consigli.»

ElementoFunzione logicaCome si riconosce
MarcellaSoggettoConcorda con ha dato, 3ª persona singolare
ha datoPredicato verbaleVoce di dare, verbo trivalente
loroComplemento di termineRisponde a a chi?, pronome atono
istruzioni molto preciseComplemento oggetto + attributoRisponde a che cosa? senza preposizione; molto precise modifica istruzioni
degli utili consigliComplemento oggetto partitivo + attributoIntrodotto da articolo partitivo degli; utili modifica consigli

I complementi diretti

I complementi diretti si collegano al verbo senza preposizione.

Il complemento oggetto è il destinatario diretto dell’azione. Si usa solo con i verbi transitivi attivi. Risponde a chi? o che cosa? dopo il verbo senza preposizione. Esiste anche il complemento oggetto partitivo quando l’oggetto è introdotto da un articolo partitivo: «ho comprato del pane».

Il complemento predicativo del soggetto è un nome o aggettivo che completa il senso del verbo copulativo riferendosi al soggetto. È retto da verbi come sembrare, parere, diventare, risultare e dalle forme passive di chiamare, eleggere, ritenere. Esempio: «Mario è stato eletto sindaco».

Il complemento predicativo dell’oggetto è un nome o aggettivo che si riferisce al complemento oggetto con gli stessi verbi nella forma attiva. Esempio: «Tutti chiamano Alessandro Sandro».

I complementi indiretti: guida completa

ComplementoRisponde aPreposizione tipicaEsempio
SpecificazioneDi chi? Di che cosa?diLa borsa di Martina
DenominazioneDi quale nome?diL’isola di Capri
PartitivoTra chi? Tra che cosa?di, tra, fraAlcuni di voi
TermineA chi? A che cosa?aHo scritto a Giovanni
Stato in luogoDove? In che luogo?in, a, su, pressoVivo a Roma
Moto a luogoVerso dove?a, in, verso, perVado a scuola
Moto da luogoDa dove?daTorno dalla Francia
Moto per luogoAttraverso dove?per, attraversoHo viaggiato per l’India
Tempo determinatoQuando?in, a, suSuona alle otto
Tempo continuatoPer quanto tempo?per, da, duranteHo camminato per due ore
AgenteDa chi? (frase passiva, animato)daFirmata da Maria
Causa efficienteDa che cosa? (frase passiva, inanimato)daAbbattuto dal fulmine
CausaPerché? A causa di cosa?per, di, daPiange dalla gioia
Fine o scopoPer quale scopo?per, aStudio per l’esame
Mezzo o strumentoCon che mezzo?con, per mezzo diViaggio col treno
Modo o manieraCome? In che modo?con, in, aStudia con attenzione
CompagniaCon chi?conViaggio con gli amici
ArgomentoDi cosa? A proposito di?di, suParla di politica
MateriaDi che materiale?diUn abito di seta
QualitàCon quali caratteristiche?di, con, daRagazza dall’ingegno vivace
LimitazioneIn quale ambito?in, perBrava in matematica
ParagonePiù o meno di chi?di, chePiù alto di Paolo
VantaggioA favore di chi?per, a favore diLavoro per te
SvantaggioA danno di chi?contro, a danno diDepone contro di lui

La grammatica valenziale: il modello Sabatini per INVALSI

Il modello valenziale di Francesco Sabatini, Presidente Onorario dell’Accademia della Crusca, è oggi il riferimento ufficiale per le prove INVALSI di terza media e per i programmi ministeriali aggiornati. Il modello fu sviluppato originariamente dal linguista francese Lucien Tesnière e perfezionato da Sabatini per la didattica italiana.

L’idea centrale è che il verbo non è una parola tra le altre, ma il motore strutturale della frase. Ogni verbo ha una valenza, cioè la capacità di legare a sé un numero preciso di argomenti obbligatori per formare un enunciato di senso compiuto.

I verbi classificati per valenza

TipoArgomenti obbligatoriEsempi
ZerovalenteNessuno, nemmeno il soggettoPiove, Nevica, Tuona, Lampeggia
MonovalenteSolo il soggettoPaola sbadiglia, Il gatto dorme
BivalenteSoggetto e un argomentoPiero insegue il cane
TrivalenteSoggetto e due argomentiLa zia regala la bici al nipote
TetravalenteSoggetto e tre argomentiMartino traduce la lettera dall’italiano all’inglese

Nucleo, circostanti ed espansioni

Il nucleo è la frase minima formata dal verbo e dagli argomenti obbligatori richiesti dalla sua valenza. Non si può eliminare nulla dal nucleo senza che la frase perda senso compiuto.

I circostanti sono elementi accessori collegati a un singolo costituente del nucleo: attributi, apposizioni, complementi di specificazione. Arricchiscono un elemento specifico del nucleo senza modificare la struttura di base.

Le espansioni sono informazioni di sfondo che riguardano l’intera frase. Indicano il contesto spaziale, temporale o causale e possono essere spostate o eliminate liberamente senza cambiare il significato di base: «A mezzogiorno gli scalatori hanno inviato un messaggio» a mezzogiorno è un’espansione.

Analisi logica per classe scolastica

ClasseContenuti richiesti
4ª e 5ª elementareSoggetto, predicato verbale, complemento oggetto, complementi di luogo e tempo
1ª mediaTutti i complementi diretti, predicato nominale, attributo e apposizione
2ª mediaComplementi indiretti principali, soggetto sottinteso, frasi passive, agente e causa efficiente
3ª media e INVALSITutto il programma più grammatica valenziale Sabatini: nucleo, circostanti ed espansioni

Domande frequenti

Cos’è il sintagma nell’analisi logica?

Il sintagma è un’unità sintattica autonoma formata da una o più parole che svolgono una funzione logica unitaria. In analisi logica non si analizzano le singole parole ma i sintagmi. Il sintagma nominale ha come testa un sostantivo e può fungere da soggetto, oggetto o apposizione. Il sintagma preposizionale è introdotto da una preposizione e funge solitamente da complemento indiretto.

Come si distingue il soggetto dal complemento oggetto?

Il soggetto concorda in persona e numero con il verbo. Il complemento oggetto risponde a chi? o che cosa? dopo il verbo senza preposizione. In caso di ambiguità applica la trasformazione passiva: nella frase passiva il complemento oggetto dell’attiva diventa soggetto paziente. «Il gatto mangia il topo» diventa «Il topo è mangiato dal gatto» il topo era complemento oggetto nell’attiva.

Qual è la differenza tra attributo e apposizione?

L’attributo è sempre un aggettivo: «il vecchio professore» vecchio è attributo. L’apposizione è sempre un sostantivo che si affianca a un altro nome: «il fiume Po» Po è apposizione. La regola è infallibile: aggettivo = attributo, sostantivo = apposizione.

Come si riconosce il predicato nominale?

Il predicato nominale è formato dal verbo essere usato come copula e da un nome o aggettivo chiamato nome del predicato. Test pratico: se essere può essere sostituito da sembrare, diventare o risultare senza cambiare il senso, è predicato nominale. «Maria è contenta» diventa «Maria sembra contenta» funziona, quindi è predicato nominale.

Qual è la differenza tra complemento d’agente e complemento di causa efficiente?

Entrambi si trovano solo nelle frasi passive e sono introdotti da da. Il complemento d’agente indica un essere animato: «la lettera è firmata da Maria». Il complemento di causa efficiente indica un’entità inanimata: «l’albero è stato abbattuto dal fulmine». Animato = agente, inanimato = causa efficiente.

Qual è la differenza tra complemento di causa e complemento di fine?

Il complemento di causa indica il motivo che ha già provocato l’azione e guarda al passato: «piange dalla gioia», «è assente per malattia». Il complemento di fine o scopo indica l’obiettivo verso cui l’azione è diretta e guarda al futuro: «studia per l’esame», «si allena per la gara».

Lo strumento funziona per le verifiche INVALSI?

Sì. Lo strumento segue i criteri del programma scolastico italiano secondo le Indicazioni Nazionali MIUR ed è adatto alla preparazione delle prove INVALSI di italiano dalla quarta elementare alla terza media, inclusa la grammatica valenziale del modello Sabatini richiesta in terza media.